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Trapianto di faccia a Roma, condizioni paziente in lento miglioramento

3' di lettura

Dopo l’intervento durato 27 ore, il primo di questo tipo mai eseguito in Italia, la 49enne è in terapia intensiva: i controlli sono nella norma e risponde alle sollecitazioni. I medici contano di svegliarla nei prossimi giorni. Il chirurgo: “È stato come un concerto”

La donna che ha subìto il primo trapianto di faccia eseguito in Italia è in buone condizioni cliniche e sta lentamente migliorando. La 49enne è ancora ricoverata in isolamento nel reparto di Terapia Intensiva Post operatoria ed è in prognosi riservata. Secondo l'ultimo bollettino, diffuso nella serata di domenica, "mostra un buon equilibrio generale, rispondendo alle sollecitazioni esterne in maniera congrua. Non ha febbre, né altre alterazioni dell'equilibrio fisiologico e tutti i controlli effettuati fino ad ora - conclude la nota - sono indicativi di un quadro clinico in progressivo lento miglioramento" (GLI INTERVENTI CHIRURGICI ALL'AVANGUARDIA).

Intervento di 27 ore

L’intervento, durato 27 ore, è tecnicamente riuscito e si è concluso all'alba. Secondo i medici dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, dove è stata eseguita l’operazione, "i controlli effettuati fino ad ora sono risultati nella norma e, pertanto, si sta progressivamente sospendendo la sedazione per svegliarla”. La paziente 49enne "rimarrà in isolamento in terapia intensiva per i prossimi giorni in prognosi riservata". I dettagli sull'intervento - fa sapere l'ospedale - saranno divulgati nella giornata di lunedì in una conferenza stampa.

Chirurgo: è stato come un concerto

Fabio Santanelli di Pompeo, responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia Plastica del Sant'Andrea di Roma, ha spiegato all'Ansa il trapianto dicendo che è stato “come un concerto, nel quale bisogna coordinare una serie di artisti per sviluppare un'opera". Il medico si sente “il direttore d’orchestra”. Il fatto di essere stati gli apripista in Italia "non è importante. Non abbiamo mai pensato al fatto di essere i primi, ma solo alla possibilità e al piacere di aiutare un paziente. Ora abbiamo la speranza che questo intervento possa aprire la strada ad altri simili, abbiamo qualche persona già in lista d'attesa ma sono sicuro che con la diffusione della notizia più pazienti capiranno che possono fare l'intervento".

I precedenti nel mondo

La paziente era affetta da neurofibromatosi di tipo I, una malattia genetica che causa gravi manifestazioni sulla pelle, negli occhi e nervose. Il trapianto multitessuto, con pelle, fasce muscolari e cartilagine ha richiesto tre anni di preparazione da parte dell'organizzazione e del personale. La donatrice è una 21enne morta in un incidente stradale che ha donato anche fegato e reni. Nel mondo sono già stati realizzati una cinquantina di trapianti di faccia, in Europa una decina e la maggior parte di questi in Francia.

Data ultima modifica 23 settembre 2018 ore 20:44

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