Crollo ponte Genova, il minuto di silenzio per commemorare le vittime

Cronaca

La città ligure si è fermata a un mese esatto dalla tragedia: cittadini e istituzioni in piazza. I figli di chi ha perso la vita hanno fatto un girotondo insieme ad alcuni sportivi. Toti: “La giustizia è la prima cosa”

Alle ore 11.36 di venerdì 14 settembre, un mese esatto dopo il crollo del ponte Morandi, tutta Genova si è fermata per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime. I negozi hanno abbassato le saracinesche, taxi e bus hanno spento i motori, la gente in strada si è fermata in raccoglimento. Al centro di piazza De Ferrari, alcuni figli delle vittime, insieme a decine di giovanissimi atleti genovesi, accompagnati dagli allenatori e dai dirigenti delle società, hanno fatto un girotondo per commemorare la tragedia (LE FOTO SIMBOLO). "Ci è sembrato doveroso invitare il mondo dello sport a partecipare a questo momento così importante", ha spiegato Rino Zappalà, delegato Coni di Genova. Il minuto di silenzio si è poi concluso con un lungo applauso e il girotondo si è trasformato in un commosso abbraccio collettivo. In piazza, anche il governatore Toti, il sindaco Bucci, il prefetto Fiamma Spena, il vicario mons. Anselmi, il sottosegretario Rixi e il presidente del Consiglio Regionale Alessandro Piana, oltre ai parenti delle vittime e alcuni sfollati.

Minuto di silenzio anche in tribunale e alla Camera

Fermi per osservare il minuto di silenzio anche magistrati, cancellieri e avvocati del tribunale di Genova. Si sono raccolti tutti nel cortile del palazzo di giustizia dove, così come in tutti i palazzi istituzionali genovesi, sono state ammainate le bandiere in segno di lutto. Contemporaneamente, alle 11.36, anche l’Aula della Camera ha osservato un minuto di raccoglimento.

Toti e Bucci in piazza

"Non sarà la caduta di un ponte a piegare Genova, una città che ha voglia di tornare a correre nel più breve tempo possibile”, ha detto il governatore Giovanni Toti parlando in piazza De Ferrari. "La giustizia è la prima cosa, sapere cosa è successo, cos'ha prodotto una cosa così”, ha aggiunto. Il governatore ha poi chiesto al governo di “non disturbare ma aiutare” la città, il cui compito ora è riaprire il ponte. Insieme a lui, il sindaco Marco Bucci che ha paragonato il crollo del Morandi a “Ground Zero per New York” ma, ha aggiunto “Genova non è in ginocchio”.

Il padre di una vittima: “Chiediamo verità”

Il padre di una delle vittime ha chiesto "solo la verità. Ci dicano perché è crollato quel ponte. Ce lo devono, per mio figlio e per tutte le altre 42 vittime", ha detto Giuseppe, papà di Luigi Matti Altadonna, morto nel suo furgoncino precipitato nel collasso del viadotto che si trova vicino al luogo del disastro. "Al momento non abbiamo ricevuto aiuti dallo Stato. È passato un mese e abbiamo zero notizie e zero sostegni da parte delle istituzioni".

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