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Le negano casa a Trento perché transgender, fa causa e viene risarcita

L'azione legale si è conclusa con un risarcimento di 10.000 euro (Getty Images)
3' di lettura

Andrea Martinelli si era vista negare una stanza dopo aver pagato la caparra e firmato il preliminare. Il legale: "Sentenza storica, la prima in assoluto nel suo genere"

Un risarcimento di 10.000 euro per discriminazione e atti alla Procura per falsa testimonianza per due testimoni. Si è chiusa così l'azione legale di Andrea Martinelli, una transgender difesa dall'avvocato trentino Alexander Schuster, dopo che si è vista negare una stanza in affitto a Trento. L'ordinanza è dell'1 agosto e l'interessata ha deciso ora di renderla nota, trasferita all'estero dopo questa "dolorosa vicenda".

La stanza negata dopo la firma di un accordo preliminare

"A metà agosto 2016 - spiega l'avvocato - aveva pagato la caparra e firmato un 'preliminare' per una stanza dall'1 ottobre in una residenza. A poche ore dalla consegna delle chiavi, il responsabile della società immobiliare Toxon spa si avvede però che Andrea appare sulla carta di identità con sembianze femminili. Che ciò non sia indifferente viene confidato all'agente immobiliare. La società a quel punto nega all'improvviso la stanza, affermando che è necessario essere iscritti all'università, cosa che Andrea, titolare di una start-up in ambito informatico, aveva sin dall'inizio chiaramente escluso".

"Accertata una discriminazione"

"Il giudice - spiega l'avvocato Schuster - ha accertato una discriminazione, vietata dalla normativa in materia di divieto di discriminare nell'accesso a beni e servizi (la locazione) per motivi di sesso e genere. E giunge a tale conclusione ricostruendo con dovizia la nozione di identità di genere nel nostro ordinamento e attualizzando la giurisprudenza di Lussemburgo alla luce della Costituzione repubblicana: sono tutelate non solo le persone che hanno realizzato un'operazione chirurgica, ma tutte le persone transgender, a prescindere dall'intenzione di subire operazioni o meno". "Il diritto - conclude - non tollera una lesione della loro dignità. Ed è accertato anche che la società aveva fatto proprio un pregiudizio: quello per cui le persone transgender sono dedite alla prostituzione, donde il temuto uso promiscuo della stanza nello studentato".

Forti pregiudizi

"Noi persone transgender - spiega l'interessata - siamo notoriamente discriminate sul lavoro e quando dobbiamo cercare un'abitazione, soprattutto in Paesi come l'Italia. Il pregiudizio è forte, ma è intollerabile che anche le società commerciali lo facciano proprio. Spero che questa condanna sia un segnale e possa incoraggiare altre persone in situazioni simili a fare sentire la loro voce". Ringrazia intanto "l'Arcigay Trento, di cui è socia e attivista, e l'avvocato Schuster per il supporto e l'incoraggiamento dati sin dall'inizio". Per l'avvocato Schuster "è una sentenza storica, la prima in assoluto che riguarda la discriminazione verso le persone transgender e una delle rarissime in materia di bene e servizi per motivi di genere. Spero che dia speranza alle migliaia di persone discriminate, che in decenni non hanno mai trovato il coraggio di reagire".

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