Nave Diciotti, presunti scafisti a bordo: 4 fermi

Cronaca
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A tre cittadini egiziani e a uno del Bangladesh vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito

La polizia di Stato ha eseguito quattro decreti di fermo nei confronti di tre cittadini egiziani e di uno del Bangladesh, ritenuti i presunti scafisti che hanno condotto l'imbarcazione con a bordo gli immigrati poi soccorsi dalla Diciotti e sbarcati in Sicilia. Ai quattro vengono contestati associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito.

I migranti sono rimasti sulla nave per 10 giorni

L'odissea dei migranti della Diciotti è terminata alle prime ore di domenica 26 agosto. Le operazioni di sbarco si sono svolte con molta serenità e sollievo sulla banchina, sia tra i migranti, sia tra le forze dell'ordine e il personale di assistenza. E sotto gli occhi della Guardia costiera (43 i militari che hanno condiviso a bordo la sorte dei profughi) che ha gestito la complessa vicenda con grandi professionalità e umanità, come riconosciuto da tutti, e che ultimamente aveva sollecitato i ministeri e le procure perché si arrivasse a questo risultato, in considerazione della criticità della situazione. Nutrita sul molo la presenza della Croce rossa italiana. I migranti sono adesso in un centro di accoglienza di Messina in attesa delle destinazioni successive, in base alle disponibilità ottenute dal governo: una ventina in Albania, altrettanti in Irlanda, un centinaio preso in carico dalla Conferenza episcopale italiana, in base all'accordo con il Viminale.

Salvini indagato

La decisione della procura di Agrigento di indagare Salvini è arrivata al termine della missione romana del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che ha trasmesso gli atti alla procura di Palermo per il successivo passaggio "al tribunale dei ministri della stessa citta'". Tale procedura di "legge costituzionale 16/1/89 n. 1, permetterà, con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima legge, di sottoporre ad un giudice collegiale specializzato le condotte poste in essere dagli indagati nell'esercizio delle loro funzioni, uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati all'articolo 4 della norma costituzionale. Ogni eventuale negativa valutazione delle condotte di cui sopra - spiega - dovra' essere sottoposta alla autorizzazione della competente Camera". "Non ho paura di nulla, ha scritto su Twitter Salvini: “Indaghino, mi interroghino, mi arrestino. Io sono fiero di battermi per difendere i confini, tutelare la sicurezza degli italiani e proteggere il futuro dei nostri figli".

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