Nuova eruzione dell'Etna, lapilli e lava dal nuovo cratere di Sud-Est

Cronaca
L'eruzione dell'Etna è cominciata nel pomeriggio del 23 agosto (Ansa)
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Lava, cenere ed esplosioni nella fase cominciata nel pomeriggio di giovedì 23 agosto. Osservabile da Catania, è monitorata dall'Ingv. Nessun impatto sull'operatività dello scalo catanese

Dopo le avvisaglie dei mesi scorsi, e oltre 16 mesi di "silenzio", l'Etna si è risvegliato: il vulcano attivo più grande d'Italia ha dato spettacolo, la sera del 23 agosto, con un'eruzione dal nuovo cratere di Sud-est visibile da Catania.

L'eruzione dal nuovo cratere

Il fenomeno eruttivo – cominciato nel pomeriggio di giovedì, proseguito venerdì 24 e ancora in piena evoluzione – è costantemente monitorato dall’Osservatorio etneo dell’Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La ripresa dell'attività esplosiva ha fatto registrare un aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico, che si mantiene su livelli medio-alti, dalla cosiddetta Bocca della sella, esattamente a metà fra il vecchio cono del cratere di Sud-est e quello del nuovo cratere. Un'attività che – come riportano le agenzie di stampa – è presto diventata quasi continua, con lanci di bombe laviche ad altezze fino a 100-150 metri e con l'emissione di ceneri che hanno alimentato un alto pennacchio di fumo. Il flusso lavico emesso dalla nuova “bocca” del vulcano siciliano si è lentamente allungato in direzione della Valle del Bove, rallentando dopo aver percorso poche centinaia di metri. Poco dopo è cominciato anche un trabocco lavico dalla Bocca della sella, sul versante settentrionale, e nella mattina di venerdì un altro verso quello meridionale, lungo poche decine di metri.

I prodromi dell'eruzione

Da mesi piccole scosse di terremoto e altri segnali indicavano una graduale intensificazione dell’attività eruttiva dell'Etna, la cui ultima importante eruzione risale alla fine di marzo dello scorso anno, uno spettacolo fotografato dallo spazio e che in una delle sue esplosioni causò anche alcuni feriti. I fenomeni registrati in questi ultimi giorni sono comunque relegati alla parte sommitale del vulcano, e l'emissione di cenere – scrive l'Ansa – per ora non ha alcun impatto sull'attività dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa.

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