Estate nera sulle montagne italiane, più di 70 morti in appena 2 mesi

Cronaca
Cervino (Fotogramma)
Fotogramma_Cervino

Gli incidenti mortali hanno interessato tutto il territorio nazionale con una concentrazione più elevata sull'arco alpino. Le vittime sono soprattutto scalatori, ma anche escursionisti, piloti di parapendio, base-jumper, torrentisti e semplici appassionati

Più di un morto al giorno. È lunga la lista degli incidenti fatali avvenuti quest'estate sulle montagne italiane: oltre 70 decessi, sparsi su tutto il territorio, ma con una concentrazione più elevata sull'arco alpino. Scalatori soprattutto, ma anche semplici escursionisti, piloti di parapendio, base-jumper, torrentisti, ciclisti, cercatori di funghi e pescatori.

Il triste primato spetta al Cervino

Il tragico primato estivo finora è detenuto dal Cervino con sette vittime (più altre due sul versante svizzero). Le condizioni della montagna, dopo l'abbondante innevamento invernale, hanno reso complessa e pericolosa l'ascensione, in particolare a inizio stagione. La tragedia più grave si è consumata il 18 luglio: due giovani di neanche 30 anni, un austriaco e una tedesca, sono precipitati per 1.300 metri dalla vetta. Pochi giorni prima una cinquantanovenne ucraina è stata colpita e uccisa da un fulmine mentre era bloccata a 4.200 metri di quota.

Gli incidenti sul Monte Bianco 

Il Monte Bianco è invece stato fatale a tre giovani piemontesi saliti sull'Aiguille Verte per festeggiare un compleanno. Sono finiti in un crepaccio e finora è stato possibile recuperare solo un corpo. Sempre nel massiccio del Monte Bianco ha perso la vita il francese Olivier Bonnet, patron della Simond, impresa del gruppo Decathlon. Incidente mortale sulle Grandes Jorasses per una guida alpina di Bolzano, precipitata mentre scalava una via molto impegnativa. Passando alle Alpi Cozie, sul Monviso è morto un sessantenne di Ravenna. Sull'altro versante delle Alpi, ci sono state cadute fatali sulle Tre Cime di Lavaredo e sulla via ferrata delle Bocchette.

Le possibili cause 

Quali le possibili cause dell'impennata di incidenti? "Le condizioni ambientali della montagna - spiega Delfino Viglione, responsabile del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Entreves - sono cambiate. Ci sono sovente scariche di sassi per il ritiro dei ghiacciai e per l'aumento delle temperature. Inoltre spesso c'è imprudenza, si sottovaluta il pericolo, per esempio procedendo slegati in alta quota. Senza escludere la fatalità che esiste sempre in montagna". La lista 'nera' dell'estate 2018 comprende anche i dieci 'torrentisti' morti nelle gole del Raganello, un base jumper (sul Monte Brento), quattro piloti di parapendio (sul pizzo Coca, sulla Pioda di Crana, sulla Pietra di Bismantova e a Malga Campo) e un appassionato di "slackline", la "camminata" su una fettuccia sospesa nel vuoto: la vittima è caduta mentre affrontava lo strapiombo dei Denti della Sega, a cavallo tra le province di Verona e Trento.

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