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Torrente Raganello travolge escursionisti: 10 morti, vivi i 3 dispersi

4' di lettura

È di 10 morti il bilancio che si registra a Civita, nel Pollino in provincia di Cosenza. Ieri pomeriggio alcuni gruppi di escursionisti sono stati sorpresi dalla piena del torrente, gonfiato dal maltempo e da una bomba d'acqua, mentre si trovavano nelle Gole del Raganello (DOVE SONO). Alcuni sono riusciti a mettersi in salvo, altri sono stati recuperati senza vita anche a chilometri di distanza (LE FOTO DEI SOCCORSI). Sono stati trovati vivi nella tarda mattinata, invece, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni dati inizialmente per dispersi: si erano accampati in una zona dove i cellulari non hanno campo, sono in buone condizioni. In serata, il prefetto di Cosenza ha chiuso la fase di emergenza e soccorso e ha fatto sapere che "è chiuso il capitolo della tragedia". Sono 23 le persone messe in salvo e 11 i feriti. 

Aperta inchiesta per omicidio colposo

La Procura di Castrovillari, intanto, ha aperto un'inchiesta contro ignoti. I reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Il ministro dell'Ambiente Costa ha spiegato che, oltre al fascicolo penale, "abbiamo chiesto al prefetto di Cosenza di aprire anche un fascicolo amministrativo per fare chiarezza sulle questioni gestionali" (COME FUNZIONA IL REGOLAMENTO PER L'ACCESSO). "L’Italia - ha aggiunto - si è stancata di piangere i morti, soprattutto quelli in relazione alla sciatteria nella gestione del territorio o nell’azione amministrativa" (IL VIDEO). Per domani è poi previsto che il procuratore firmi il dissequestro delle salme, come ha spiegato il prefetto: "Lavoreremo affinché non ci sia una ricaduta negativa sul turismo e per comprendere come gestire in futuro le escursioni", ha poi aggiunto.

Vittime da cinque regioni

Costa ha anche spiegato che le persone coinvolte sono 44: oltre alle 10 vittime, 23 persone sono state salvate (IL VIDEO DI UN SALVATAGGIO) e non hanno avuto bisogno di cure, mentre altre 11 sono ricoverate in ospedale. Tra i feriti, la più grave è una bambina che è stata trasferita a Roma. Gli altri non sarebbero in pericolo di vita. Le dieci vittime (CHI SONO) provenivano da cinque regioni: Calabria, Puglia, Campania, Lazio e Lombardia. Tra di loro c'è anche una delle guide: un uomo di 32 anni, volontario di protezione civile, che era stato tra i soccorritori intervenuti dopo la valanga che ha distrutto un albergo a Rigopiano.

Tra i sopravvissuti una bimba di 8 anni

Tra le persone portate in salvo, invece, c'è una bambina di 8 anni. "È stata trovata vicino a un cadavere - ha detto Pasquale Gagliardi, dirigente medico dell'elisoccorso regionale -. Era semicosciente ma in evidente stato di choc. Da quello che ho saputo in seguito, quasi certamente i genitori sono tra le vittime". Le ricerche nella zona, proseguite per tutta la notte, sono state estese anche a valle per trovare eventuali altre persone coinvolte. C'era il timore, infatti, che alcune fossero finite in mare. “Pensate – ha detto Carlo Tansi, capo della Protezione civile della Regione Calabria - che un corpo è stato trovato a distanza di cinque chilometri dal punto dell'alluvione”.

Muro d'acqua

Alcuni testimoni hanno raccontato di uno spaventoso muro d'acqua. "Si è trattato di un episodio di inaudita violenza. Dai racconti dei sopravvissuti, tutti in forte stato di choc, si è subito delineata la gravità di quanto accaduto", ha detto un medico del 118, tra i primi a intervenire. C'è anche chi parla di "disastro annunciato". "Questo posto era diventato un luna park. Non è possibile vedere bambini con infradito che si avventurano per i sentieri e donne con vestiti da spiaggia", ha detto un uomo che conosce la zona.

Sindaco di Civita: "Stavamo lavorando per regolare l'accesso"

"La tragedia lascia sgomenti e attoniti. L'ondata di maltempo ha trasformato quel canyon in una trappola", ha detto il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto. È intervenuto anche il sindaco di Civita, Alessandro Tocci. “Negli ultimi anni è aumentato di molto nelle gole del Raganello il fenomeno del torrentismo. Stavamo lavorando assieme alle altre comunità per poter regolare l'accesso”, ha detto. “Oggi – ha aggiunto – quello che è centrale per me è pensare alle vittime, ai feriti e ai loro familiari. Domani ci dovremo mettere attorno a un tavolo per stabilire quello che si dovrà fare. È facile adesso sparare nel mucchio e dire cosa bisognasse fare. Per parte mia, mi sento con la coscienza tranquilla”.

Data ultima modifica 21 agosto 2018 ore 19:40

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