Giovane ucciso nel Salento, fermati i due presunti killer

I Carabinieri hanno fermato un 23enne e un 34enne di Melissano, in provincia di Lecce (archivio Ansa)
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I carabinieri hanno arrestato un 23enne e un 34enne di Melissano (Lecce) accusati di essere gli autori materiali dell'omicidio del 22enne Francesco Fasano. Per il Procuratore di Lecce il movente è da ricercarsi nel traffico di droga

Sarebbe da ricercare nel traffico di droga, il movente dell'omicidio di Francesco Fasano, il 22enne di Melissano (Lecce) ritrovato morto la notte del 24 luglio con un colpo di pistola alla testa. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone De Castris, in una nota diffusa dopo l'arresto di oggi dei due presunti responsabili, un 23enne e un 34enne di Melissano.

La droga, il grande business della criminalità organizzata

Nel documento diffuso, Leone De Castris ha dichiarato che “le evidenze – si legge nella nota - indicano che la causale dell'omicidio va ancora una volta ricercata nel traffico organizzato di stupefacenti e nelle controversie relative alla spartizione dei territori di influenza, che da tempo costituisce il 'core business' della criminalità organizzata salentina, così come anche dimostrato dalle decine di tonnellate di stupefacente sequestrate nell'anno in corso”. A distanza di 24 ore dall'assassinio del giovane, la Procura ha emesso dieci provvedimenti di fermo, di cui due per l'omicidio ed altri per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Le ordinanze sono state eseguite la scorsa notte dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Lecce e dalla compagnia dei carabinieri di Casarano. Il procuratore ha inoltre rimarcato la presenza dello Stato sul territorio e il fatto che il consumo di stupefacenti alimenti le ricchezze della criminalità organizzata, “così come ogni euro che finisce nelle tasche dei mafiosi”, ha scritto Leone De Castris.

Altre persone coinvolte nell'indagine

Nell'indagine sulla morte di Fasano, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Lecce, Guglielmo Cataldi, e dal sostituto procuratore Stefania Mininni, sono indagate altre otto persone, tutte sottoposte a fermo di polizia giudiziaria per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Per gli investigatori, si tratterebbe dei membri di un gruppo dedito allo spaccio di droga nel Sud del Salento su cui da tempo era stata avviata un'inchiesta che ha consentito anche di arrivare a individuare i presunti responsabili dell'omicidio. Il sospetto degli inquirenti è stato fin da subito che l'omicidio di Fasano sia maturato nell'ambito dei contrasti per la gestione del mercato degli stupefacenti. Francesco Fasano, originario di Gagliano del Capo e residente a Melissano, era conosciuto dalle forze dell'ordine per le sue frequentazioni con personaggi legati alla criminalità e al mondo dello spaccio di droga.

L'omicidio

Il cadavere di Fasano era stato trovato sulla strada provinciale che collega Ugento a Melissano, a poco meno di un chilometro da quest'ultimo centro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane sarebbe arrivato sul luogo dell'omicidio a bordo di una macchina intestata a un pregiudicato del luogo, poi ritrovata e sequestrata. Dopo l'esame del cadavere, gli investigatori hanno fatto sapere che il ragazzo sarebbe stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa. Il suo corpo sarebbe, poi, stato travolto e trascinato sull'asfalto da un'auto di passaggio, che non era riuscita a fermarsi in tempo a causa della scarsa visibilità in piena notte.

La seconda vittima a Melissano

Subito dopo il delitto Fasano, alcuni ragazzi del posto sarebbero stati accompagnati in caserma per essere sentiti dagli investigatori ed essere sottoposti alla prova dello "stub" necessaria per verificare se fossero venuti a contatto con armi da fuoco nelle ore precedenti. I carabinieri avrebbero inoltre ascoltato tre giovani ed effettuato numerose perquisizioni domiciliari a carico di personaggi legati alla criminalità locale. L'omicidio di Fasano è arrivato a pochi mesi di distanza da quello di Manuel Cesari, ucciso sempre a Melissano nella notte tra il 21 e il 22 marzo. Cesari, pregiudicato 37enne di Melissano, era stato ucciso con colpi d'arma da fuoco da due sicari. Il 37enne morì dopo alcuni giorni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Ferrari" di Casarano a causa delle gravi ferite riportate nell'agguato avvenuto mentre la vittima sostava davanti ad un chiosco a Melissano.

Data ultima modifica 26 luglio 2018 ore 13:54

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