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Usura bancaria, Paolo Savona indagato a Campobasso

Cronaca

Il ministro degli Affari Europei all'epoca dei fatti contestati era al vertice di Unicredit. Nell'inchiesta relativa ai parchi eolici di Molise, Puglia e Campania sono coinvolte altre 22 persone tra cui Profumo e Gallia. Capo della Procura: proroga indagini atto dovuto

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Il ministro agli Affari Europei, Paolo Savona, è indagato insieme ad altre 22 persone a Campobasso nell'ambito dell'inchiesta su una presunta usura bancaria. L'indagine si riferisce al periodo 2005-2013, quando Savona era al vertice di Unicredit, e riguarda la realizzazione di parchi eolici di Molise, Puglia e Campania. L'iscrizione del ministro nel registro degli indagati, resa pubblica dalla richiesta di proroga delle indagini fatta dal magistrato, è "un atto dovuto". Il capo della Procura di Campobasso, Nicola D’Angelo, ha precisato all’Ansa che si tratta di “una inchiesta tutta da svolgere ancora: la richiesta di proroga non dice nulla, né di grave né di meno grave. C’è bisogno di tempo ed è un atto dovuto”. Sulla notizia è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio, che ha detto: "E' un'indagine che già conoscevamo". 

Indagati anche Profumo e Gallia

All'epoca dei fatti contestati dalla procura di Campobasso, Savona era ai vertici della Banca di Roma, oggi Unicredit, e "non aveva competenza sui tassi di interesse", riferiscono all'ANSA fonti vicine al ministro. L'indagine riguarda tutti i vertici di UniCredit dal 2005 al 2013, oltre a quello di Paolo Savona, ci sono anche i nomi di Alessandro Profumo, oggi amministratore delegato di Leonardo, e di Fabio Gallia, attuale amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti. 

L'inchiesta

Per ora c'è solo una richiesta di proroga indagini. La presunta "applicazione di tassi usurari" riguarderebbe la società Engineering srl, facente capo ai fratelli Pietro ed Angelo Santoro, ex presidente dell'Acem Molise e Vice Presidente dell'Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere. La società di capitali nel passato ha realizzato diversi parchi eolici in Molise, in Puglia e in Campania.

Iscrizione nel registro indagati atto dovuto

I fatti contestati dalla Procura di Campobasso vanno dal 2005 al 2012 e l'iscrizione nel registro degli indagati degli ex vertici della banca è un atto dovuto in quanto i manager sono sempre responsabili per il loro ruolo di controllo garanzia. Lo precisa anche il capo della Procura di Campobasso, Nicola D’Angelo: "si tratta di un'inchiesta tutta da svolgere ancora: la richiesta di proroga non dice nulla, né di grave né di meno grave. C’è bisogno di tempo e ed è un atto dovuto”. La materia bancaria, ha sottolineato D’Angelo, è un filone “per cui sono necessarie consulenze approfondite”.

Di Maio: era un'indagine che già conoscevamo 

Sul caso è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio: interpellato dal fattoquotidinao.it sulla possibilità di dimissioni del ministro, il leader del M5s ha risposto che “è un’indagine che già conoscevamo”.