24enne morta dopo cena al ristorante, era allergica a latticini e uova

Un'immagine di Chiara Ribechini (Ansa)
2' di lettura

L'autopsia sul corpo di Chiara Ribechini sarà effettuata mercoledì. Intanto i genitori chiedono che la sua morte non sia vana e invitano a parlare "senza reticenze o paure" di queste forme allergiche per evitare che episodi simili si ripetano

"In questo momento vogliamo solo che la morte di Chiara non sia stata vana e per questo rivolgiamo un appello a tutti affinché di queste forme allergiche si parli senza reticenze o paure di discriminazioni". A parlare sono i genitori di Chiara Ribechini, la 24enne morta domenica sera in un ristorante in provincia di Pisa, a causa di uno shock anafilattico.

La dichiarazione

Il messaggio è stato diffuso dai genitori della ragazza - Michela Bargagna e Massimo Ribechini - all'Ansa attraverso il loro legale, nella speranza che la morte della 24enne non sia stata inutile. "Vogliamo invece dire all'opinione pubblica - prosegue il legale - che di queste patologie bisogna parlare di più, senza vergognarsene. Spesso coloro che ne soffrono vengono presi in giro o addirittura bullizzati e invece è necessario far conoscere le implicazioni per aumentare il grado di consapevolezza". In Italia, secondo i dati diffusi dalla Società italiana di allergologia, sono oltre due milioni le persone allergiche agli alimenti

Lavorare sulla sicurezza dei locali

Nel loro messaggio i genitori non hanno puntato il dito contro nessuno. "Il loro è un ragionamento generale - sottolinea l'avvocato Zuccoli. Rendere pubblico l'elenco degli allergeni non può essere sufficiente per sentirsi al sicuro. "Soprattutto per quanto riguarda le allergie alimentari è necessario lavorare di più sulla sicurezza anche dei locali, che devono avere attrezzature e cucine idonee per evitare il più possibile il rischio di contaminazioni tra singoli alimenti e materie prime lavorate".

Una terribile allergia

Fin dai suoi primi anni di vita Chiara era allergica al latte, a tutti i suoi derivati e all'uovo. Solitamente frequentava solo locali di cui poteva fidarsi davvero: quello in cui ha mangiato domenica sera era uno di questi. Nonostante abbia assunto i farmaci necessari a gestire le sue reazioni, i medicinali non sono bastati a salvarla. La procura ha aperto un'inchiesta e ha messo sotto sequestro la cucina del locale. Al momento il titolare dell'azienda agricola di cui fa parte l'attività è indagato. "Il caso di Chiara - conclude il legale -, che ha saputo convivere con la sua allergia conducendo una vita piena e normale, può essere utile per il futuro perché questi drammi non si ripetano". Intanto nella giornata di mercoledì sarà effettuata l'autopsia.

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