Ministero della Cultura compra lettere di Ungaretti e Leopardi

Giuseppe Ungaretti e Giacomo Leopardi
2' di lettura

"Le preziose testimonianze autografe dei due grandi autori troveranno collocazione nelle biblioteche nazionali di Roma (Ungaretti) e Napoli (Leopardi)", dice Bonisoli. I manoscritti e carteggi e tre delle epistole dolenti sono stati acquisiti per 225mila euro

Il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo ha acquisito un corpus di manoscritti e carteggi di Giuseppe Ungaretti e tre delle epistole "dolenti" di Giacomo Leopardi. Ad annunciarlo, il ministro della Cultura Alberto Bonisoli. I due corpus, che dovevano andare all'asta, sono stati comprati con una trattativa privata a 125mila e 100mila euro. Il ministro ha sottolineato che "le preziose testimonianze autografe dei due grandi autori della letteratura italiana troveranno presto collocazione nelle biblioteche nazionali di Roma (Ungaretti) e Napoli (Leopardi)".

Cosa contengono i documenti acquisiti dal Mibac

Le due acquisizioni, considerate di raro pregio, sono state sottoposte a vincolo, fanno notare dal Mibac, così come prevede il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio. Quello di Giuseppe Ungaretti è un corpus di manoscritti e carteggi, ordinati in 13 cartelline dal genero del poeta, Mario Lafragola, di cui fa parte una copiosa e varia corrispondenza, collocabile principalmente agli anni '40 e '50 del Novecento, che ricostruisce e documenta l'eccezionale attività di relazioni culturali intrecciate dal poeta. Tanti e celeberrimi i mittenti, da Attilio Bertolucci a Leonardo Sciascia, Elio Vittorini, Pierpaolo Pasolini. E poi ci sono i testi poetici in varie stesure, prose, testi critici, lezioni universitarie, bozze e appunti. Le tre epistole di Leopardi sono dirette invece a Francesco Puccinotti, amico caro e storico della medicina a Macerata, con il quale soleva scambiare commenti e suggestioni filosofiche e sono quasi una fotografia dell'anima del poeta di Recanati, piagata dai dolori e dalle delusioni, dai passaggi tristi di un'esistenza già dolente e dolorosa, dove l'unica logica conclusione è pensare alla morte, poiché anche la filosofia, seppur da un lato sia rimedio alla noia, alla fine annoia "essa medesima". Un acquisto, sottolinea il dg biblioteche e istituti culturali, Paola Passarelli, "che risponde alla missione istituzionale di conservazione di documenti e testimonianze di alto valore culturale e al contempo costituisce una vera e propria operazione della memoria".

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