Migranti, a Catania sbarcano in oltre 900 con nave Guardia costiera

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L'imbarcazione "Diciotti" ha portato in Sicilia le persone salvate in diverse operazioni di soccorso al largo della Libia. A bordo oltre 200 minorenni e 4 donne incinte. Ritrovata una coppia di somali morta abbracciata

La nave Diciotti della Guardia costiera è arrivata nel porto di Catania con a bordo oltre 900 migranti. Per l'esattezza si tratta di 932 persone, come confermato all'Ansa dall'associazione Intersos. La Diciotti ha preso a bordo i migranti di cinque operazioni di soccorso eseguite da altri mezzi navali, soprattutto mercantili che erano al largo della Libia. A bordo della Diciotti anche due cadaveri, recuperati durante gli interventi di salvataggio.

Oltre 200 minorenni

I profughi provengono per la maggior parte dall'Eritrea. Tra loro oltre 200 minorenni, di cui 167 non accompagnati (154 maschi e 13 femmine). Quattro donne incinte e un minorenne, dopo un primo trasbordo a Lampedusa, sono stati subito trasferiti con l’eliambulanza negli ospedali siciliani di Agrigento e Palermo a causa delle loro precarie condizione di salute. "Abbiamo incontrato molti eritrei", ha spiegato all'Ansa la portavoce di Save The Children, Giovanna Di Benedetto. "Sono molto provati dalle condizioni e dal viaggio". Dalla traversata dell'Africa alla detenzione in Libia, e poi di nuovo nella traversata del Mediterraneo, ha aggiunto, hanno incontrato "violenze, orrori indicibili, privazioni, schiavitù e torture. Non è una passeggiata".

Coppia di somali morta abbracciata

A bordo purtroppo anche due cadaveri. Erano una coppia di giovani somali, un uomo e una donna, ritrovati abbracciati. "Siamo rimasti molto colpiti", ha spiegato la mediatrice culturale di Intersos, Sahar Ibrahim. "Sono stati insieme per tutto il viaggio. Forse erano fidanzati, forse erano familiari. Non lo so, non è chiaro, ma sono morti abbracciati. Prima è morta lei, poi lui''.

Si indaga sugli scafisti

Sul posto si è recato durante la mattinata anche il sindaco uscente di Catania, Enzo Bianco. "Il Comune di Catania non si è mai tirato indietro indietro nel fare il proprio dovere, che è quello di dare assistenza a queste persone disperate", ha dichiarato. "Occorre un sempre maggiore coordinamento a livello europeo perché è inaccettabile che per una vicenda così delicata, che sarà ancora centrale nei prossimi anni, non ci sia una politica chiara dell'Unione europea". Oltre al personale per lo sbarco hanno partecipato alle operazioni anche investigatori della squadra mobile della Questura delegati dalla Procura distrettuale di Catania a svolgere le indagini del caso. Tra gli obiettivi c’è l'individuazione degli scafisti.

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