Antonello Montante si difende: "Ho sposato le istituzioni"

Antonello Montante (La Presse)
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Per l’accusa l'ex presidente di Sicindustria, ora ai domiciliari, avrebbe messo in piedi un sistema di spionaggio per carpire notizie sull'inchiesta che lo vedeva coinvolto

"Ho sposato le istituzioni". A dirlo è Antonello Montante, nel rispondere alle domande del gip del tribunale di Caltanissetta Maria Carmela Giannazzo. Lo rende noto Giuseppe Panepinto, uno degli avvocati dell'ex presidente di Sicindustria, ai domiciliari da ieri con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. "Non ho mai avuto vantaggi, né appalti, né finanziamenti, né agevolazioni - ha affermato, respingendo le accuse - ho combattuto per la legalità, ho stravolto la mia vita e sono sicuro di non poter più tornare indietro".

La tesi dell’accusa

Per l'accusa Montante avrebbe messo in piedi un sistema di spionaggio per difendersi dagli avversari politici e per carpire notizie sull'inchiesta per concorso in associazione mafiosa che la procura aveva aperto nel 2014 proprio su di lui.

Le risposte della difesa

Montante si è difeso ricordando che quando ricopriva il ruolo di responsabile nazionale per la Legalità di Confindustria doveva tener lontane le infiltrazioni mafiose dalle imprese ed era dunque obbligato ad avere rapporti istituzionali con le forze di polizia. Avrebbe detto inoltre che i documenti segreti ritrovati a gennaio 2016 nella sua villa di Serradifalco dentro una stanza segreta sarebbero stati messi lì a sua insaputa. Intanto è stato sospeso dalla federazione dei Cavalieri del lavoro: l'onorificenza gli era stata attribuita nel 2008.

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