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Giudici ad Autostrade: "Rimuovere i Tutor, brevetto copiato"

Foto: Archivo Fotogramma
2' di lettura

Secondo la Corte d'appello di Roma la società autostradale avrebbe violato il progetto di una piccola ditta toscana, la Craft di Greve in Chianti. L'azienda replica: "Non li togliamo ma li sostituiremo con un nuovo sistema diverso da quello attuale"

La Società Autostrade ha copiato il brevetto sui Tutor di una piccola ditta toscana, la Craft di Greve in Chianti (Firenze). Per questo i dispositivi vanno rimossi da tutta la rete autostradale. È questa la disposizione della Corte d'appello di Roma per una causa avviata nel 2006. I magistrati hanno riconosciuto la violazione del brevetto e ordinato la rimozione e la distruzione delle attrezzature esistenti. La Corte ha poi previsto un sanzione civile in favore della Craft, pari a 500 euro, per ogni giorno di ritardo nell'osservanza della sentenza. La Società Autostrade per l'Italia però non ci sta e ha annunciato che verrà cambiato il sistema ma non saranno rimossi i Tutor.

La risposta di Autostrade per l'Italia

Autostrade per l'Italia, dopo la sentenza - che sarà impugnata presso la Corte di Cassazione - ha fatto sapere che il Tutor non verrà rimosso dalla rete autostradale, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale. "Le ragioni sono state riconosciute fondate da quattro precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio. Per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale", si legge ancora nella nota, Autostrade per l'Italia "si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane". La decisione della Corte d'Appello di Roma, conclude la nota, "riconosce che non c'è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l'Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall'utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l'utilizzo del sistema".

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