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Stalking e lesioni, chiesto il rinvio a giudizio per Bellomo e Nalin

3' di lettura

La Procura di Piacenza ha concluso le indagini chiedendo il giudizio per il consigliere di Stato destituito e il pm di Rovigo sospeso. Sono accusati di comportamenti impropri nei confronti di allieve che partecipavano a una scuola di formazione per aspiranti magistrati

La Procura di Piacenza ha chiesto il rinvio a giudizio per Francesco Bellomo, consigliere di Stato destituito, e Davide Nalin, pm di Rovigo sospeso dal ruolo, con le accuse di stalking e lesioni personali gravi. La richiesta firmata dai pm è arrivata al termine delle indagini per la vicenda di una 32enne piacentina che si era rivolta alla magistratura, dopo un esposto del padre, per denunciare i comportamenti impropri durante la partecipazione alla scuola di formazione “Diritto e Scienza”. La studentessa in seguito a questa vicenda si è ammalata a causa di un gravissimo stato di stress e ansia.

La vicenda

I pm piacentini hanno ricostruito la vicenda, che si basa su diverse deposizioni di altre ragazze ascoltate in questi mesi, da quando è emerso il caso dei presunti atteggiamenti tenuti in particolare da Bellomo nei confronti delle giovani che, per ottenere un contratto di borsa di studio, avrebbero dovuto sottostare a vincoli pressanti di natura personale, come il divieto di sposarsi, pena l'espulsione dal corso diretto dall’ormai ex consigliere oppure il “dress code” imposto, fatto di tacchi alti e minigonne. Secondo i magistrati piacentini, si trattava di un vero e proprio “addestramento”, un controllo sulla vita privata, con ricatti e regole rigide. 

Le accuse contro Bellomo nei racconti della ragazza

Agli atti dei pm di Piacenza ci sono i resoconti dettagliati della 32enne borsista che accusa Bellomo. Secondo queste deposizioni, la ragazza sarebbe stata sottoposta a interrogatori di vario genere, anche incrociati, sulla precedente vita sessuale, con la richiesta di predisporre una tabella con indicazione di luoghi, frequenza e modalità. Bellomo l’avrebbe minacciata in un’occasione: "Se non dici la verità, domani tutta Italia saprà chi sei”. Inoltre sarebbe stata coinvolta "in modo totalizzante e caratterizzata da rigide regole", tra cui "l'obbligo di svolgere attività sessuale ogni volta che Bellomo lo richiedesse”, essere sempre reperibile e dover comunicare ogni spostamento.

La destituzione di Bellomo

Lo scorso 12 gennaio, Bellomo è stato destituito dal Consiglio di Stato. La sua espulsione è stata votata quasi all’unanimità dall’organo di autogoverno della magistratura amministrativa. Bellomo era finito sotto procedimento disciplinare per la vicenda legata alla scuola per aspiranti magistrati da lui gestita e per le accuse di pressioni e molestie su alcune borsiste. Dal caso sono scaturite anche due inchieste, a Bari (con l’accusa di estorsione) e a Piacenza. E proprio qui è arrivata la prima richiesta di rinvio a giudizio.

Data ultima modifica 28 marzo 2018 ore 13:33

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