Aspiranti toghe in minigonna, il magistrato Bellomo indagato a Bari

Foto d'archivio Ansa
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Il reato ipotizzato è estorsione. Il consigliere di Stato, direttore della Scuola di formazione "Diritto e scienza", avrebbe obbligato alcune allieve a presentarsi ai corsi truccate e in tacchi alti e preteso che non fossero sposate. Csm sospende pm di Rovigo Nalin

Il consigliere di Stato Francesco Bellomo è indagato a Bari per estorsione. La Procura del capoluogo pugliese nei giorni scorsi aveva aperto un fascicolo d'indagine senza ipotesi di reato. Ora, sulla base di alcuni elementi acquisiti, ipotizza che Bellomo abbia obbligato alcune sue allieve della Scuola di formazione per magistrati "Diritto e scienza" a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e con trucco marcato e preteso che non fossero sposate. La vicenda era stata denunciata dal padre di una studentessa. E mentre il Csm ha sospeso il pm di Rovigo Davide Nalin, collaboratore di Bellomo alla Scuola, il presidente dell’Associazione nazionale Magistrati, Eugenio Albamonte, dice: "Il caso del giudice Bellomo ha scoperchiato sicuramente un vaso di Pandora sulla giungla dei corsi per gli aspiranti magistrati”. Una avvocatessa 28enne di Cerignola (Foggia), intanto, rivela dopo l'audizione in Procura a Bari come persona informata sui fatti: "Sono stata contattata da quattro ragazze che hanno avuto un'esperienza simile in altri anni e in altre città. Mi hanno ringraziata, dicendomi che adesso hanno anche loro il coraggio perché sanno di non essere sole".

Il racconto della 28enne

I fatti raccontati dalla 28enne risalgono a un anno fa e sarebbero avvenuti a Roma, dove la ragazza seguiva il corso. Corso dal quale poi sarebbe stata "cacciata" per aver rifiutato le condizioni imposte da Bellomo. Un mese dopo l'inizio delle lezioni, ha raccontato, sarebbe stata scelta fra sette ragazze per ottenere una borsa di studio ma la condizione era la firma del contratto che prevedeva, fra le altre cose, abiti succinti e trucco marcato. Bellomo le avrebbe anche detto di perdere peso, di farsi punturine per le occhiaie e avrebbe tentato di baciarla. Per più di un mese lui avrebbe tentato di convincerla, dicendo "che ero una stupida a dire di no, che non avevo capito l'errore che stavo facendo. Non si spiegava perché stessi dicendo di no, perché di solito gli dicevano di sì".

Verso la destituzione di Bellomo?

A quanto si apprende, la commissione speciale del Consiglio di Stato - che dovrà redigere il parere con la proposta di destituzione del consigliere Bellomo - si riunirà mercoledì 20 dicembre. Il parere dovrà poi essere steso e passare all'esame dell'adunanza generale, che verrà convocata il 10 gennaio e a cui parteciperanno i circa cento consiglieri che la compongono, provenienti da tutta Italia. La decisione dell'adunanza dovrà a questo punto essere formalizzata dal Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa. La destituzione, ossia la rimozione definitiva dai ranghi della giustizia amministrativa, è la sanzione più alta prevista in quest'ambito e non ha praticamente precedenti.

Csm sospende il pm di Rovigo Davide Nalin

Il Csm, intanto, ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e ha collocato fuori ruolo il pm di Rovigo Davide Nalin, collaboratore del consigliere di Stato Francesco Bellomo nella Scuola di formazione giuridica "Diritto e scienza". A riferirlo è stato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. A chiedere il provvedimento era stato il Pg della Cassazione Pasquale Ciccolo, che ha anche avviato l'azione disciplinare nei confronti del magistrato. Nalin è accusato di aver fatto da "mediatore" tra Bellomo e una borsista per procurare al collega "indebiti vantaggi", anche di "carattere sessuale". Quello del "tribunale delle toghe" è un provvedimento cautelare, adottato in via d'urgenza. Occorre evitare che Nalin possa reiterare "condotte "gravemente scorrette" e "incompatibili" con le funzioni giudiziarie, aveva scritto Ciccolo nel motivare la sua richiesta. Perchè si tratta, aveva aggiunto, di vicende di "tale degrado" da ledere non solo la personale "credibilità" del pm, ma quella dell'"intera giurisdizione".

L'ordinanza

Nell'ordinanza della Sezione Disciplinare del Csm, a quanto si è appreso, viene riconosciuta al pm Davide Nalin la posizione di "mediatore" tra le corsiste e il consigliere Bellomo e anche un ruolo essenziale per il perseguimento degli obiettivi della scuola, come vero e proprio "alter ego" del Consigliere di Stato Francesco Bellomo. Per il monitoraggio delle abitudini delle corsiste, ci sarebbe scritto nell'ordinanza, veniva utilizzato anche un fake account su Facebook. Il Csm ha deciso la sospensione anche perché, con il suo ruolo nella Scuola, il pm Nalin avrebbe esercitato attività vietate ai magistrati ordinari, in violazione della Circolare del Csm sugli incarichi extragiudiziari del 2015. "Sono profondamente dispiaciuto sul piano umano per quanto accaduto, io come tutti coloro che lavorano in questi uffici. Per il resto prendo atto della decisione del Csm, non posso fare altri commenti e nemmeno posso entrare nel merito della questione, in quanto riguarda altri organi competenti", ha commentato il procuratore di Rovigo, Carmelo Ruberto.

La Procura di Bari competente sul caso

Per quanto riguarda l'indagine su Bellomo, la Procura di Bari ritiene di essere competente perché una sede della scuola di formazione “Diritto e Scienza” del magistrato è proprio nel capoluogo pugliese - città in cui il magistrato amministrativo risiede - oltre che a Roma e a Milano. Nel corso dell'indagine il procuratore aggiunto Roberto Rossi, titolare del fascicolo, convocherà in qualità di testimoni alcuni degli iscritti al corso e procederà all'acquisizione di altri documenti (anche di natura fiscale) nella scuola.

Fascicolo anche a Milano

Sulla vicenda anche la Procura di Milano ha aperto un fascicolo, allo stato senza ipotesi di reato né indagati. Al momento si tratta di un fascicolo a "modello 45", ossia relativo ad atti non costituenti notizia di reato e, da quanto si è saputo, non sono arrivate nemmeno denunce a Milano (nel capoluogo lombardo c'è una delle tre sedi della scuola di formazione) contro Bellomo. Per valutare se e come procedere nelle indagini i magistrati milanesi, tra l'altro, si sono messi in contatto con i colleghi della Procura di Bari, dove Bellomo è indagato per estorsione, e della Procura di Piacenza, dove il padre di una studentessa ha denunciato vessazioni e minacce subite dalla giovane durante il corso per aspiranti magistrati.

Presidente Anm: "Corsi per aspiranti magistrati una giungla"

“La magistratura non può tollerare” l’opacità in cui si svolgono i corsi per gli aspiranti magistrati, ha commentato in un’intervista al quotidiano Il Mattino il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Eugenio Albamonte. “Ora mi auguro che venga fatto un censimento di quanti sono questi corsi, che profitti generano e in quale maniera vengono svolti", afferma Albamonte.

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