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A Latina strage premeditata, Capasso lasciò indicazioni su eredità

Cronaca
Foto Ansa

Il carabiniere che ha ucciso le figlie e sparato alla moglie aveva pensato a tutto: ha lasciato lettere per i genitori. Per volontà della famiglia sono saltati i funerali in chiesa a Secondigliano. La figlia in un audio di dicembre: "Non mi faresti mai del male"

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Sarebbe stata una strage premeditata quella di Cisterna di Latina. Il carabiniere che ha sparato alla moglie ferendola gravemente e che ha ucciso le due figlie avrebbe pensato a tutto, come dimostrerebbero alcune lettere lasciate dall'uomo ai fratelli e ai genitori. È proprio da queste che si evincono gli elementi di premeditazione: l'appuntato avrebbe lasciato consegne sulla ripartizione della sua eredità e una somma di denaro destinata al pagamento dei funerali. Intanto, la moglie è stata sottoposta a intervento chirurgico. Ed emergono anche nuovi dettagli sulle dinamiche familiari. In una telefonata dello scorso dicembre, si sente il carabiniere che dice a una delle due figlie: "Non ti farei mai del male".

Nessun funerale in chiesa

Oggi è stato deciso di non celebrare nessun funerale in chiesa a Secondigliano, paese d'origine del carabiniere. Per volontà della famiglia, la salma è stata benedetta nel cimitero napoletano di Poggioreale ma non si sono svolte le esequie. La Questura di Napoli ha fatto sapere che la scelta di non far arrivare il feretro, come previsto, nella chiesa di Secondigliano è stata dei familiari dell'uomo. 

Operata la donna, non sa ancora delle figlie

Intanto, la moglie del carabiniere, colpita con alcuni proiettili prima che l'uomo uccidesse le figlie e si togliesse la vita, si trova ancora in terapia intensiva, dopo essere stata sottoposta a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra. La donna è ricoverata all’ospedale San Camillo di Roma. Secondo quanto si è appreso, il decorso post operatorio è buono. Le sue condizioni sono stabili e la prognosi rimane al momento riservata. La 39enne è sedata e non avrebbe ancora saputo della morte delle figlie. 

La chiamata alla figlia: "Non ti farei mai del male"

Tra i nuovi elementi che emergono in seguito alla vicenda di Cisterna di Latina, c'è anche una telefonata che il carabiniere avrebbe fatto a una delle due figlie lo scorso 9 dicembre. Nella chiamata, riprodotta durante una trasmissione televisiva, l'uomo invita la bambina a vedere delle luminarie: "Ti farebbe piacere andarle a vedere domani con me?", chiede. Dopo una risposta evasiva della figlia ("Non lo so"), l'uomo insiste: "Non ti preoccupare di papà non ti faccio niente". Allora è la stessa figlia a rassicurarlo: "Lo so che tu non mi faresti mai del male". 

Il fratello del carabiniere: "Non picchiava né la moglie né le figlie"

Dell'appuntato, ha parlato anche suo fratello che ha raccontato: "Non ho potuto parlare con mio fratello durante la negoziazione, solo con i carabinieri che mi hanno chiesto delle informazioni. Ho aspettato poi che mi richiamassero, ma non è avvenuto". "Speravo di riuscire invece a parlargli e a convincerlo per evitare quello che poi è capitato". Si dice, poi, sorpreso dal gesto del fratello: "Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. Non era cattivo - racconta - Aveva questa cosa che non poteva vedere le bambine e lo tormentava, anche a Natale non le aveva potute vedere". E poi, racconta, "il giorno prima ci eravamo sentiti su WhatsApp, alle 10 di sera. Gli ultimi giorni era in casa con noi perché nostro padre non stava bene. Tutti hanno visto che era tranquillo". Il fratello del carabiniere conclude sulle presunte violenze dell'uomo sulla moglie e sulle figlie: "Ha sbagliato, ci ha tolto le nostre due principesse e si è ucciso quando era la nostra roccia, ma era una bravissima persona. E poi non è vero che la moglie fosse terrorizzata da mio fratello, lui era geloso ma non picchiava né lei né le bambine. Le figlie lo adoravano, era un padre amorevole".

Indagine in corso. Avvocato della moglie: "Aveva paura"

L'avvocato della moglie del carabiniere ha raccontato che la donna "aveva paura del comportamento aggressivo dell'uomo, ma adottava ogni precauzione possibile, evitando ogni comportamento o incontro che potesse metterla in pericolo. Questo però non è bastato". Dagli accertamenti, inoltre, è emerso che l'appuntato era stato sottoposto a una visita medica quando aveva chiesto, a causa della crisi coniugale, un alloggio in caserma, ed era stato dichiarato idoneo. L'uomo avrebbe rifiutato il sostegno psicologico offerto come prassi dall'Arma, sostenendo di essere già in cura da uno psicologo. Intanto la Procura di Latina indaga per accertare la presenza di eventuali omissioni e responsabilità nella vicenda. L'inchiesta dovrà accertare se vi siano responsabilità o omissioni da parte di istituzioni o soggetti che erano preposti a monitorare le condizioni psichiche dell'uomo e l'eventuale pericolo che correvano madre e figlie anche in considerazione degli esposti presentati dalla donna. "Stiamo acquisendo ogni elemento utile - spiega il procuratore aggiunto di Latina - ogni cosa che ci possa aiutare a ricostruire l'intera vicenda, da prima ancora dell'esposto presentato dalla donna a settembre".