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Ostia, Cassazione conferma carcere e accusa mafia per Spada

Roberto Spada trasportato a Regina Coeli, dove è stato detenuto inizialmente, lo scorso 9 novembre (Foto Ansa)
3' di lettura

La Corte ha respinto il ricorso della difesa dell'uomo, che lo scorso novembre aggredì il giornalista Daniele Piervincenzi e il videomaker Edoardo Anselmi. I giudici della Suprema corte hanno ribadito la pericolosità dell'aggressore e il metodo mafioso

Roberto Spada resta in cella nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, in provincia di Udine. La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa dell’uomo, accusato di lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso per aver aggredito a Ostia il giornalista Daniele Piervincenzi e il videomaker Edoardo Anselmi, lo scorso 7 novembre. La Cassazione ha motivato la sua decisione confermando la pericolosità di Spada e l’aggravante del metodo mafioso. Roberto Spada andrà a giudizio nel processo che inizierà il prossimo 30 marzo. Insieme a lui a processo anche il suo guardaspalla Ruben Nelson Alvez del Puerto, 38enne di origine uruguaiana con precedenti per droga e, secondo gli inquirenti, da anni vicino al clan degli Spada.

Roberto Spada coinvolto in un'altra indagine

Anche se la Cassazione avesse accolto il ricorso della difesa, Spada sarebbe rimasto comunque in carcere: il 25 gennaio scorso, infatti, nei suoi confronti è stata emessa un'altra ordinanza di custodia cautelare in cella per associazione mafiosa e vari altri reati - omicidio compreso - nell'ambito dell'operazione “Eclissi” della Procura di Roma che ha fatto arrestare 32 appartenenti al clan Spada. Tra loro, oltre a Roberto Spada, anche i suoi fratelli Carmine di 51 anni, detto 'Romoletto' e considerato il capo dopo la morte del padre Enrico nel 2016, e Ottavio di 54 anni detto anche 'Maciste' o 'Romolo', specializzato nel riscuotere le estorsioni.

L'aggressione e l'arresto

Roberto Spada è stato fermato lo scorso 9 novembre dopo l’aggressione avvenuta due giorni prima con una testata e con un bastone, ai danni di Piervincenzi e di Anselmi. Era stato trasportato inizialmente nel carcere di Regina Coeli a Roma, poi il 16 novembre è stato deciso il suo trasferimento al carcere di massima sicurezza di Tolmezzo per “questioni ambientali". All'uomo sono contestati i reati di lesioni personali e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso, come previsto dall’articolo 7 della legge 152 del 1991. L’aggressione era avvenuta durante la realizzazione di alcune interviste a Ostia all'indomani del primo turno per l'elezione al X Municipio. L’episodio è accaduto all'esterno della palestra che gestisce Roberto Spada, membro della famiglia Spada, clan attivo nel litorale romano e noto alle cronache per diverse inchieste giudiziarie. Spada aveva colpito Piervincenzi con una testa, fratturandogli il naso, e lo aveva inseguito con un bastone. Era stato aggredito anche il videomaker che lo accompagnava, Edoardo Anselmi. Alcuni giorni dopo era stato fermato anche il guardaspalla di Spada, Ruben Nelson Alvez del Puerto, 38enne di origine uruguaiana.

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