Slavina sul Gran Sasso, trovato morto un escursionista

Cronaca
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L'uomo si trovava nella zona insieme ad un amico, sfuggito alla valanga, che ha dato l'allarme e permesso ai soccorsi di arrivare sul posto

Un escursionista di nazionalità polacca è stato ucciso da una slavina nel pomeriggio sul Gran Sasso, nella zona di Pizzo Cefalone. Il decesso è stato confermato dal Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (Cnsas). L'uomo si trovava insieme ad un amico, un connazionale che è sfuggito alla valanga e ha dato l'allarme, permettendo ai soccorritori di arrivare sul posto.

La vittima è un professore polacco

L'uomo è un docente polacco di 51 anni, che è stato travolto dalla slavina sul versante aquilano del Gran Sasso. Il suo corpo è stato rinvenuto sotto la neve da un cane anti-valanga e grazie all'aiuto dell'amico e connazionale che, sfuggito alla slavina, ha condotto sul posto i soccorritori che si erano messi in contatto con lui via telefono. Pizzo Cefalone, il luogo in cui è avvenuto l'incidente, è la cima più alta della dorsale occidentale del Gran Sasso, a oltre 2500 metri di altitudine.

I soccorsi

Il superstite, anche lui docente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, era rimasto fuori dal manto nevoso ed era visibile dal piazzale di Fonte Cerreto; i soccorritori lo hanno invitato a non muoversi per fungere da riferimento visivo, come spiegato dal maresciallo del Sagf (Scuola alpina della Guardia di Finanza) Paolo Passalacqua. Sfortunatamente gli uomini del soccorso sono dovuti salire in quota a piedi, vista l'indisponibilità dell'elicottero, impegnato in altra operazione. La salma dell'escursionista deceduto è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, che potrebbe disporre dell'autopsia prima di concedere il nulla osta per i funerali. Il superstite, anche lui docente a Roma presso la stessa università della vittima, è stato accompagnato dai soccorritori alla stazione carabinieri di Assergi per essere ascoltato.

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