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Amazon, per il Black Friday scioperano pure lavoratori temporanei

3' di lettura

Si asterranno non solo i dipendenti ma anche gli interinali. I sindacati: "Ogni giorno percorrono dai 17 ai 20 chilometri all'interno dello stabilimento"  

Il Black Friday potrebbe davvero essere una giornata nera per Amazon. I sindacati hanno confermato che, proprio nel giorno in cui è atteso un picco di vendite, ci sarà il primo sciopero in Italia dei lavoratori del gruppo. L'astensione terminerà sabato mattina. Allo sciopero dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs (già annunciato negli scorsi giorni) si sono aggiunti i lavoratori temporanei forniti dalle agenzie interinali, i cosiddetti "somministrati", rappresentati da Nidil-Cgil, Felsea-Cisl e Uiltemp.

Ogni giorno una mezza maratona

Tutte le sigle hanno firmato un comunicato congiunto per spiegare i motivi della protesta. “Purtroppo - scrivono - per Amazon non solo il lavoro è una merce, ma anche il lavoratore lo è, ed è una merce deperibile: fintanto che tu lavoratore sei funzionale ai ritmi dell'azienda sei OK. Se ti 'rompi', svanisce l'incantesimo”. La nota indica anche alcune cifre che spiegano l'intensità richiesta dalla società guidata da Jeff Bezos:i "pickers" di Amazon, cioè coloro che muovono la merce nello stabilimento, percorrono ogni giorno quasi la metà della lunghezza di una maratona: dai 17 ai 20 chilometri. I sindacati sottolineano l'incidenza degli infortuni e il presentarsi sempre più insistente di patologie a carico dell'apparato muscolo-scheletrico.

Amazon: 1600 assunti e 3mila interinali

I dipendenti contrattualizzati per il centro di Castel San Giovanni, nel piacentino, sono 1600, a cui si aggiungono i lavoratori reclutati nel periodo di Natale. La remunerazione, da contratto, è di circa 1.450 euro lordi al mese. Su scala mondiale, spiegano i sindacati, gli impiegati salgono ad oltre mezzo milione se si includono anche i 90mila assunti con l'acquisizione dei supermercati Whole Foods. Sui lavoratori temporanei la stima non può essere così precisa, ma la nota afferma che sono "migliaia" quelli che lavorano tra lo stabilimento di Piacenza e gli altri siti che Amazon ha aperto in Italia. Nel picco natalizio sarebbero circa 3mila nel solo centro logistico di Castel San Giovanni. "Hanno il badge diverso, verde e non blu, ma lavorano come gli altri, gestendo ordini e spedizioni".

Le richieste dei precari

I sindacati dei "somministrati" rivendicano, oltre che il miglioramento delle condizioni di lavoro, anche l'apertura di un percorso per dare stabilità e continuità all'occupazione. Nello specifico, si chiede ad Amazon e alle agenzie coinvolte (Adecco, Manpower, Gi Group) la riduzione del turn over (cioè del ricambio del personale), l'allungamento della durata dei contratti in somministrazione, il rispetto della parità di trattamento retributiva sui livelli di inquadramento e sulla negoziazione di premi economici integrativi, un utilizzo corretto del monte ore garantito e ritmi di lavoro che non mettano a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori.

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