Caso Antinori, imputazione coatta all’infermiera per calunnia

Cronaca
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Secondo il gip di Milano la giovane avrebbe “falsamente accusato” il ginecolo romano di averle prelevato con la forza degli ovuli. La Procura, scaduto il termine di 10 giorni per formulare il capo di imputazione, dovrà chiedere il rinvio a giudizio

Il gip di Milano Luigi Gargiulo ha disposto l'imputazione coatta per calunnia nei confronti dell'infermiera spagnola che, con la sua denuncia, ha portato a processo il ginecologo Severino Antinori per un presunto prelievo forzato di ovuli

“Accuse false”

La Procura, scaduto il termine di 10 giorni per formulare il capo di imputazione, dovrà chiedere il rinvio a giudizio della giovane, che avrebbe "falsamente accusato, mediante denuncia-querela" il medico romano, difeso dagli avvocati Carlo Taormina, Tommaso Pietrocarlo e Gabriele Vitiello.

I dubbi del gip

Già lo scorso febbraio il gip Gargiulo aveva espresso dei dubbi sulla versione dell’infermiera, che aveva accusato Antinori di averle sottratto a forza degli ovuli, e aveva chiesto che le indagini continuassero, senza archiviarle come chiesto dalla Procura. Il ginecologo era stato arrestato nel maggio del 2016 per il presunto prelievo forzato denunciato dalla giovane.

La condanna per estorsione

Sempre a febbraio, Antinori è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione per il reato di estorsione e assolto, perché il fatto non sussiste, dalla più pesante accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commercializzazione di gameti e da quella di truffa. La vicenda riguardava una coppia di Campobasso che si era rivolta a lui nel 2013 per una gravidanza assistita e da cui il dottore avrebbe illecitamente preteso, secondo i giudici, il pagamento delle prestazioni sanitarie rifiutandosi in caso contrario di eseguirle.

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