Antinori, gip: dubbi "profondi" su versione infermiera su ovuli rubati

1' di lettura

Il ginecologo, accusato dalla donna di averle rubato alcuni gameti, l'ha denunciata per calunnia. La Procura aveva chiesto l'archiviazione. Il gip, invece, ha disposto che le indagini continuino, che venga ascoltato un altro teste e che la giovane venga indagata anche per false informazioni a pm

Ci sono “profondi” dubbi sulla versione dell’infermiera spagnola che ha accusato il ginecologo Severino Antinori di averla bloccata sul lettino operatorio e di averle sottratto degli ovuli. Lo scrive il gip Luigi Gargiulo, che ha disposto di indagare la giovane per false informazioni a pm e di proseguire le indagini, sentendo un teste, senza archiviarle come chiesto dalla Procura. L’infermiera era stata denunciata da Antinori per calunnia.

Antinori arrestato nel maggio scorso - Il ginecologo è stato arrestato nel maggio scorso, ed è ora ai domiciliari, per il presunto prelievo forzato di ovuli nei confronti della donna spagnola ed è sotto processo a Milano. Proprio in risposta alle accuse, Antinori aveva denunciato la giovane. La Procura di Milano aveva chiesto l'archiviazione del reato contestato all’infermiera, ma il gip ha detto no. E ha disposto tre cose: che le indagini per calunnia continuino; che venga ascoltato un infermiere che lavorava alla clinica Matris di Antinori; che la giovane venga indagata anche per false dichiarazione a pubblico ministero in relazione a deposizioni da lei fatte davanti al pm Maura Ripamonti. Perché “profondi sono i dubbi che lasciano gli atti di indagine sulla presunta sottrazione degli ovuli e sulla denunciata costrizione” della spagnola “sul lettino della sala operatoria”, ha spiegato il gip.

Gip: dichiarazioni “confuse e contraddittorie” - Il giudice, dopo aver analizzato anche le dichiarazioni di altri testi, scrive che “non si capisce per quale motivo le avrebbero", come la donna ha sostenuto, a un certo punto “legato i polsi con una fascetta verde” per prelevare gli ovociti. Per il gip, le dichiarazioni rese dalla donna al pm “sono state giudicate pienamente attendibili dal pubblico ministero quantomeno nella parte relativa alla mancanza di consenso alla sottrazione degli ovuli”, sebbene “risultino confuse e/o contraddittorie tra loro" e, in alcuni passaggi, "incoerenti con altri, inconfutabili, elementi raccolti". Per questo, a detta del gip, è necessario sentire come teste un infermiere che era presente in sala operatoria, il quale dovrà riferire se “al momento del proprio arrivo in sala operatoria” la giovane “aveva i polsi legati o se era altrimenti contenuta”. E ancora se l'infermiera “al risveglio dall'anestesia (...) ha lamentato, piangendo, del prelievo dei suoi ovuli”. L'uomo dovrà essere ascoltato, scrive il gip, anche su altri punti.

Dissequestrati embrioni - Il tribunale del riesame di Milano, intanto, ha ordinato il dissequestro degli embrioni presi dai carabinieri del Nas il 13 ottobre dello scorso anno nella clinica Matris. Sequestro che era stato disposto sempre nell'ambito dell'inchiesta sul presunto, illecito, prelievo di ovuli da parte del professor Antinori all’infermiera spagnola. Secondo il collegio presieduto da Anna Maria Gerli, non sussisteva il "fumus" per sottoporre nuovamente a sequestro il materiale biologico, dopo quello eseguito il 13 maggio 2016 salvo poi essere restituito alla Matris. “Il tribunale del riesame – ha commentato l'avvocato Carlo Taormina, uno dei difensori del ginecologo – bacchetta per la seconda volta la procura di Milano. È una persecuzione che deve finire nei confronti della procreazione assistita”. Di persecuzione parla lo stesso Antinori: “Si è trattato di un provvedimento abnorme e ora io sono preoccupato per lo stato di conservazione degli embrioni (custoditi presso la clinica Mangiagalli, ndr)”. “Se risultassero danneggiati – ha concluso il professore – sarebbe un problema enorme e in questo caso andrebbero individuati i responsabili”.

Leggi tutto