Mondo di mezzo, inchiesta chiusa: Carminati e Buzzi a rischio processo

Cronaca
Da sinistra: Massimo Carminati, Salvatore Buzzi, Giovanni Fiscon, Luca Odevaine, Franco Panzironi e Gennaro Mokbel
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Terminanta la una nuova tranche del procedimento. Tra i 28 indagati Odevaine, Mokbel, Panzironi e Chiocci, direttore de Il Tempo. Contestati anche i reati di corruzione, usura e turbativa d'asta ma non quello di associazione a delinquere di stampo mafioso

Sì è chiusa a Roma un'altra tranche dell'inchiesta “Mondo di mezzo” che vede 28 persone a rischio processo ma nessuna contestazione del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. L’atto di chiusura è firmato dal Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, dagli aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino e dai sostituti Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini.

Gli indagati e i reati contestati

Tra gli indagati ci sono il direttore de Il Tempo Gian Marco Chiocci, accusato di favoreggiamento, il ras delle cooperative Salvatore Buzzi, Massimo Carminati, Luca Odevaine, Gennaro Mokbel, Franco Panzironi e Giovanni Fiscon. Tra i reati contestati, a vario titolo, ci sono anche bancarotta, traffico di influenze illecite, corruzione, usura, turbativa d'asta e trasferimento fraudolento di valori.

La sentenza di primo grado

Risale allo scorso 20 luglio la condanna di primo grado, arrivata dopo un anno e mezzo di processo, che ha inflitto 20 anni di carcere a Massimo Carminati, 19 a Buzzi, 10 a Panzironi e sei anni e sei mesi a Odevaine: tutte pene ridotte rispetto alla richiesta dei pm. La sentenza ha decretato anche il decadimento dell’accusa di associazione mafiosa che ha portato poi alla revoca del regime di 41bis per l’ex Nar.

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