La runner e il massone: chi sono i fratelli del cyberspionaggio

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Lui con una vita quasi monastica, lei con 15 anni di carriera da manager. Questi i profili di Giulio e Francesca Maria Occhionero, i fratelli accusati di spionaggio informatico nei confronti di politici e istituzioni e condannati rispettivamente a 5 e 4 anni di carcere

Residenza a Londra, domicilio a Roma. Uniti, determinati e scaltri con contatti all’estero. I fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, accusati di spionaggio informatico nei confronti di politici e istituzioni, sono stati condannati rispettivamente a 5 e 4 anni di reclusione, il 17 luglio 2018. I dettagli sulle loro attività e sulle loro carriere erano già emersi mesi prima della sentenza, grazie alle carte dell’inchiesta della procura della Capitale sul loro caso (I COMPUTER E I DOCUMENTI). Ecco i profili dei due fratelli:

Francesca Maria

Nata negli Stati Uniti, a Medford, nell’Oregon. La 48enne cittadina americana, dopo una laurea e un dottorato in chimica, è diventata una manager e negli ultimi 15 anni, si legge sul suo profilo LinkedIn, ha ricoperto "ruoli direzionali all'interno di diverse società e in consigli di amministrazione, occupandosi e maturando quindi esperienza sia nei settori tipicamente connessi allo start up di nuove aziende, alla gestione aziendale in genere (gestione del personale, dell'amministrazione, del contenzioso - legale, societario, amministrativo e giuslavoristico) che in quelli più direttamente legati alla gestione delle relazioni con la clientela". Ha avviato anche una start up per una casa vacanze a Roma ed è un’appassionata di corsa con ottimi tempi in maratone e corse competitive.

Giulio

 Il 48enne ingegnere nucleare, nato a Roma, è stato descritto dalle fonti investigative come un soggetto particolare, che ha fatto per anni vita monastica con un numero molto ridotto di frequentazioni. Fondamentale, si leggeva nell’ordinanza, il suo rapporto con “la massoneria italiana, in quanto membro della loggia 'Paolo Ungari - Nicola Ricciotti Pensiero e Azione' di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge (la n. 773) del Grande Oriente d'Italia". Tra i nominativi presenti nel database sequestrato ci sono "elementi di vertice della massoneria italiana" e il sospetto degli inquirenti è che "l'interesse che Giulio Occhionero nutre nei confronti dei suoi fratelli massoni possa essere legato a giochi di potere all'Interno del Grande Oriente d'Italia". L’ingegnere aveva capito, o saputo, che la polizia era interessata a lui, tanto che aveva provato a distruggere i server e aveva contattato "cacciatori di teste" esteri, in Gran Bretagna ma anche Irlanda e Polonia, per “cambiare lavoro” e avere nuovi incarichi in aziende importanti come Deutsche Bank.

Il rapporto familiare 

Dall'ordinanza di custodia cautelare emergeva anche lo stretto rapporto tra i due fratelli e il forte senso di protezione nei confronti dell'anziana madre. "Giulio ti prego di non coinvolgere mamma nei nostri problemi, mi sembra che sia già abbastanza coinvolta e che ci stia aiutando più del dovuto", diceva in un messaggio Whatsapp Francesca Maria al fratello.

Data ultima modifica 17 luglio 2018 ore 17:00

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