Partite di B truccate dalla camorra: “Dobbiamo mangiare tre polpette”

Cronaca
Salvatore Frasca, appartenente al clan di camorra Vannella Grassi, viene portato fuori dal comando provinciale dei Carabinieiri di Napoli dopo l'arresto per le partite di calcio truccate, a Napoli, 23 maggio 2016

Dieci arresti. L'indagine ha svelato un giro di scommesse. Indagato anche il difensore del Genoa Armando Izzo

I carabinieri di Napoli hanno arrestato 10 persone (7 in carcere e 3 ai domiciliari) del gruppo di camorra "Vanella Grassi" di Secondigliano in un'operazione scattata all'alba nel capoluogo campano. Nei riguardi dei dieci è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare al termine di un'inchiesta della Dda di Napoli sull'attività del clan su scommesse e partite di serie B.

 

Il difensore del Genoa, Armando Izzo, il centrocampista dell'Acireale, Francesco Millesi, già in forza all'Avellino, e l'ex calciatore Luca Pini, sono indagati per l’ipotesi di partecipazione esterna.
Durante le indagini è stata intercettata una telefonata nella quale si dice: "Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena".

L'intercettazione: 



 
Le accuse
- Sette persone sono state condotte in carcere, i rimanenti tre ai domiciliari; in particolare, una persona è indagata per il favoreggiamento di uno dei capi della consorteria camorristica mentre gli altri due per aver alterato il risultato di partite di calcio professionistico a favore della stessa organizzazione, reati tutti aggravati da finalità mafiosa. Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale antimafia di Napoli i militari dell'Arma hanno identificato i componenti della rete di affiliati vicina al capo clan Umberto Accurso (arrestato dai carabinieri l'11 maggio 2016) e individuato gli specifichi incarichi di armiere, capo piazza, pusher e distributori di mesate agli affiliati e ai familiari dei detenuti.

 

Indagato anche un calciatore di serie A - L'indagine dei carabinieri che ha svelato un giro di scommesse su gare di calcio ha portato alla luce la capacità di influenzare alcune partite di B del 2013-2014, giocate in Campania nel 2014: attraverso un 'contatto' (un calciatore ora in A, indagato ma non raggiunto da misura cautelare) il capo clan e i sodali hanno attratto altre persone; per i carabinieri hanno messo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere giocatori di una squadra campana di B, influenzando due gare disputate a maggio 2014.

 

Aperta inchiesta della giustizia sportiva - E un'inchiesta è stata aperta anche dal Procuratore della Figc, Stefano Palazzi, che ha avviato la procedura di apertura di un'indagine della giustizia sportiva. Palazzi ha sentito telefonicamente il procuratore aggiunto Filippo Beatrice e nei prossimi giorni riceverà gli atti dell'inchiesta napoletana. 

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