Modugno, salgono a 9 le vittime dell'esplosione nella fabbrica

Cronaca

Non ce l'hanno fatta due delle persone rimaste ferite nello scoppio dell'azienda di fuochi pirotecnici. La procura di Bari ha aperto un fascicolo a carico d'ignoti per disastro colposo. Il sindaco del comune vicino Bari ha ordinato 2 giorni di lutto cittadino

Salgono a nove le vittime dell’esplosione nella fabbrica di fuochi pirotecnici Bruscella di Modugno. Non ce l'hanno fatta due delle persone rimaste ferite: si tratta di Riccardo Postiglione, 20 anni, che lavorava come programmatore e si occupava in particolare dei fuochi musicali, e Michele Bruscella, 43 anni, uno dei titolari della ditta. Dopo lo scoppio, venerdì mattina, entrambi erano stati trasportati al Policlinico di Bari in condizioni disperate, con gravissime ustioni su quasi tutto il corpo. Altri due feriti sono tutt'ora ricoverati negli ospedali di Bari e Napoli.
 

Area sotto sequestro - La procura di Bari, intanto, indaga sulla vicenda. L’ipotesi di reato è disastro colposo a carico di ignoti. Su disposizione del pm Domenico Minardi, i carabinieri hanno messo i sigilli all'intera area su cui sorgeva la fabbrica, rasa al suolo. L'esplosione, secondo i primi sopralluoghi, si sarebbe verificata “vicino alla zona di lavorazione, ma che cosa l'abbia provocata non siamo ancora in grado di dirlo”, ha riferito l'ingegnere Enrico Curzio, vice dirigente del comando provinciale dei vigili del fuoco di Bari. E ha aggiunto che è "prematuro prima delle verifiche propendere per un'ipotesi piuttosto che per un'altra". “La devastazione – ha spiegato Curzio – ha interessato la zona dei laboratori, completamente rasi al suolo dall'esplosione”. L’area è stata messa in sicurezza con esplosioni controllate dagli artificieri, ma si dovrà attendere lunedì per accedervi nuovamente a causa della presenza di possibili cariche inesplose. Saranno proprio i rilievi che verranno eseguiti nei prossimi giorni a consentire una ricostruzione della dinamica dei fatti, a partire dall'individuazione del luogo esatto in cui è avvenuto l'innesco e cosa lo abbia provocato. La prossima settimana verranno eseguite anche le autopsie, per capire le cause della morte e procedere all'identificazione di ciò che resta dei corpi delle vittime.
 

“La ditta Bruscella è finita” – Modugno si stringe attorno al dolore delle famiglie coinvolte. Il sindaco ha proclamato due giornate di lutto cittadino per domenica e per il giorno dei funerali. L'amministrazione ha offerto la propria disponibilità ai parenti delle vittime per ogni tipo di assistenza e supporto, anche psicologico ed economico. Ma la vicinanza arriva da tutta la provincia. Ad Adelfia e a Torre a Mare le feste patronali dedicate a San Vittoriano e a San Nicola si svolgeranno senza fuochi d'artificio; i soldi stanziati per gli spettacoli saranno devoluti alle famiglie delle vittime. E mentre alcuni feriti lottano ancora fra la vita e la morte, l'unico co-titolare uscito illeso dall'esplosione, Antonio Bruscella, torna in fabbrica. “La ditta Bruscella è finita”, dice lasciando l'area dell'azienda. Sul futuro della fabbrica, che era stata già ricostruita dopo un’analoga esplosione avvenuta nel 1959 in cui persero la vita sua madre e suo fratello, Bruscella risponde: “Non lo so, tutto dipende dalla guarigione degli altri". Dalla fabbrica, prima che i carabinieri mettessero i sigilli per il sequestro, amici e parenti dei Bruscella hanno recuperato parte dell'attrezzatura, mentre i volontari dell'Anpana, l'Associazione per la protezione di animali, hanno portato in salvo un cane che era nascosto in un angolo della struttura rasa al suolo, traumatizzato ma in buona salute.

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