Violenza sessuale, a Milano c'è un caso al giorno

Cronaca

Il procuratore aggiunto Pietro Forno: "Nell'ultimo mese denunciati 26 abusi". La maggior parte degli episodi sono stati segnalati dal "Soccorso violenza sessuale" della clinica Mangiagalli. Nel 2010 i casi sono stati 363. I NUMERI DELL'EMERGENZA

Ventisei casi di presunte violenze ai danni di donne o di minorenni in un mese e nella sola città di Milano. Quasi un caso al giorno. E sempre compiuto in 'strada' e da sconosciuti.
Sono i dati forniti dalla procura di Milano e resi noti dal procuratore aggiunto Pietro Forno, a capo del pool per il contrasto ai reati a sfondo sessuale e coordinatore delle indagini che il 24 maggio hanno portato ad una nuova ordinanza di custodia cautelare a carico di Luca Terranova, già in carcere per aver stuprato una ragazzina di 13 anni.
Proprio nel corso della conferenza stampa sulla nuova misura a carico dell'uomo, che adesso deve rispondere anche di aver violentato per ore una donna di 40 anni, il procuratore Forno ha spiegato che "dal 24 aprile scorso ad oggi", in un mese esatto, "sono stati iscritti 26 procedimenti a carico di ignoti per presunte violenze sessuali tentate o consumate".
L'ultimo caso di tentata violenza si è registrato il 25 maggio nei pressi della Stazione centrale: una ragazza di 24 anni che lavora come commessa in un negozio della zona è stata aggredita da uno straniero, che ha tentato di violentarla.
Dati allarmanti, dunque. Senza contare gli abusi tra le 'mura domestiche' che, come denunciato dal Soccorso violenze sessuali (Svs) della clinica Mangiagalli di Milano, rimangono le più numerose e probabilmente anche le più “sommerse”.

Dal 24 aprile ad oggi 26 casi di violenze - Tra le vittime di presunti abusi, 7 sarebbero minorenni e 19 maggiorenni. "Tra il 28 marzo e il 20 aprile scorso, infatti - ha affermato il magistrato - e dunque in una ventina di giorni sono stati iscritti 12 fascicoli, tre con vittime minori e 9 che riguardano maggiorenni". La maggior parte degli episodi sono stati segnalati alla Procura dal centro Svs (Soccorso violenze sessuali) della clinica Mangiagalli di Milano. Gli altri fascicoli della Procura milanese, competente sulla città e sull'hinterland, sono stati invece aperti a seguito di denunce. Una fotografia allarmante, dunque, e che purtroppo conferma il quadro illustrato da un'inchiesta di Sky.it realizzata proprio un anno fa: a Milano, ogni giorno una donna viene stuprata.

A Milano record di stupri: uno al giorno - Nel 2010, i casi seguiti dal Soccorso violenza sessuale (Svs) della clinica Mangiagalli di Milano sono stati 363. Nel 2009 333. (Milano detiene il primato nazionale degli stupri, riferiva nel 2009 l'Associazione ginecologi e ostetrici ospedalieri italiani (AOGOI).
Nella maggior parte dei casi, ha spiegato a Sky.it l'equipe del centro centro Svs, l'autore della violenza era conosciuto dalla vittima. A proposito dei 363 stupri del 2010, 198 aggressori erano persone note alla donne mentre 89. In 38 casi si è trattato di violenza di gruppo.
Il responsabile delal violenza, precisa AOGOI, è il partner nel 69.7% dei casi, l’ex partner nel 55.5% e solo il 6.2% delle violenze sessuali è opera di estranei.

Le inchieste affidate a due pm - Negli ultimi mesi Forno ha deciso, proprio per coordinare al meglio le indagini e arrivare all'arresto dei responsabili, di affidare solo a due pm, Gianluca Prisco e Cristiana Roveda, le inchieste sugli abusi commessi da sconosciuti. Mossa che ha fruttato proprio nel caso di Luca Terranova, presunto violentatore seriale che - è il sospetto degli inquirenti - potrebbe aver commesso anche altre violenze, oltre alle due già contestate.
Terranova, milanese di 30 anni con casa in centro ma che viveva in una 'comune' in provincia di Firenze con altri giovani allevando animali, il 7 maggio scorso è finito a San Vittore per aver stuprato l'11 aprile una ragazzina di 13 anni nell'androne del palazzo dove lei abita, minacciandola anche con una pistola, probabilmente giocattolo. Era stato bloccato giorni dopo dagli agenti della Polmetro mentre palpeggiava alcune donne nei vagoni della metropolitana. Alla ragazzina erano state poi mostrate sia le immagini delle telecamere che lo avevano ripreso alla fermata di Porta Romana, mentre si allontanava dopo la violenza, che le foto della persona bloccata dopo i palpeggiamenti in metro. Così nell'ambito delle indagini del pm Prisco e della squadra mobile milanese, guidata da Alessandro Giuliano - era arrivato il riconoscimento da parte della ragazza. Poi gli esami sulle tracce del dna hanno fornito l'ulteriore conferma.

Luca Terranova, l'identikit  - Nel frattempo, però, gli investigatori mostravano le foto dell'uomo ad altre donne. Una di loro (la cui denuncia era stata affidata al pm Roveda) l'ha riconosciuto: Terranova avrebbe abusato di lei lo scorso 25 gennaio. Sarebbe stata minacciata con una pistola, forse a salve, mentre rientrava in casa in zona Manzoni e poi violentata nell'androne del palazzo. L'uomo avrebbe proseguito negli abusi per ore dopo averla costretta a farlo entrare in casa. Anche in questo caso l'esame del dna ha dato conferma ed è stato notificato il nuovo arresto, firmato dal gip Gargiulo.
Gli investigatori hanno anche voluto diffondere il suo identikit: bassa statura, 1 metro e 60 centimetri circa, capelli castani, stempiato, occhi castani, esile, in una delle due aggressioni ha simulato un accento meridionale. Potrebbe essere utile a far arrivare in Procura nuove segnalazioni.

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