Scontri a Roma, un fermo per la camionetta data alle fiamme

Cronaca
La camionetta dei Carabinieri data alle fiamme

Arrestato un ragazzo di 23 anni. Era in partenza per la Val di Susa. Sarebbe uno dei responsabili dell'attacco al blindato dei Carabinieri. L'accusa è tentato omicidio

FOTO: L'album degli scontri a Roma

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NO TAV: Una protesta lunga 22 anni - Le immagini di tutte le proteste - La Val di Susa è off limits

(in fondo all'articolo i video sulle manifestazioni del 15 ottobre)

Probabilmente si preparava ad un'altra 'azione' in Val Di Susa, di cui vantarsi alla prima occasione utile, così come ha fatto per gli scontri di una settimana fa a Roma in occasione della manifestazione degli Indignati. Ma è stato fermato proprio mentre si accingeva a mettersi in viaggio in vista del raduno No Tav organizzato per domenica 24 ottobre. Leonardo Vecchiolla, 23 anni, nato a Benevento, residente ad Ariano Irpino (Avellino) e studente a Chieti, dove vive nella casa per universitari, è stato bloccato oggi mentre saliva in macchina alla volta del Piemonte. Quando i carabinieri del capoluogo abruzzese, che con i colleghi campani hanno collaborato insieme al Ros di Roma, l'hanno preso, ha avuto un gesto di stizza ed ha inveito contro loro.

L'assalto al furgone - Pesanti le ipotesi di reato formulate nei suoi confronti dalla procura di Roma: tentato omicidio, devastazione e danneggiamento. Vecchiolla, ritenuto vicino all'area antagonista e considerato non nuovo ad appuntamenti di piazza poi degenerati (tra l'altro risulta essere già stato in Val Di Susa in precedenti manifestazioni) sarebbe uno degli autori dell'assalto al furgone dei carabinieri (qui il video) nei pressi di piazza San Giovanni. Un attacco, a colpi di sassi, bombe molotov ed altri oggetti contundenti, culminato nel ferimento del conducente e nell'incendio del mezzo sul quale, poco prima, era stata apposta la scritta, con vernice spray, 'Acab' (All cops are Bastards) acronimo coniato negli anni novanta dalle tifoserie violente inglesi per sintetizzare il loro disprezzo nei confronti delle forze dell'ordine.

A smascherarlo un'intercettazione - E' stata la telefonata con un pusher di Chieti, quest'ultimo intercettato dai carabinieri, a mettere nei guai lo studente. "Hai visto cosa ho combinato a Roma?", ha detto all'interlocutore. Da qui gli accertamenti ed i riscontri attraverso l'esame di filmati e foto dei disordini. Sarà ora la procura di Chieti a sollecitare la convalida della misura restrittiva e, dopo l'interrogatorio di garanzia, l'indagato sarà messo a disposizione dell'autorità giudiziaria romana.

Alemanno: "C'è una rete dell'antagonismo" - Il fermo di Leonardo Vecchiolla sembra il preludio all'identificazione di altri autori dei disordini. Gli investigatori, su indicazione del procuratore aggiunto Pietro Saviotti e del sostituto Simona Marazza, proseguono nell'attività di setaccio delle immagini raccolte. Commentando il fermo di oggi il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato: "Se i sospetti saranno confermati si avrà un'ulteriore certezza che coloro che hanno organizzato i disordini a Roma sabato scorso sono dei professionisti della violenza. Siamo di fronte a una rete di antagonismo illegale che agisce provocatoriamente in tutti gli scenari di conflitto sociale esistenti nel Paese". Per il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, la "varietà della strumentalizzazione violenta della protesta ci dice che esistono professionisti che si spostano per 'aizzare' chi scende in piazza pacificamente".

Tensioni in Val di Susa
- La notizia che l'arrestato di Chieti era in partenza per il Piemonte è subito rimbalzata in Val di Susa, aumentando la tensione tra i No Tav che si preparano a partecipare alla protesta di domenica 23 ottobre. Gli organizzatori ribadiscono che "sarà una giornata di disobbedienza civile. Agiremo a mani nude e a volto scoperto. Sarà una protesta pacifica", ma il timore di infiltrazioni resta alto. A preoccupare ci sono i  messaggi come l'annuncio della Federazione anarchica per cui "tagliare le reti, assumendoci il rischio di un gesto illegale, puo' essere un'occasione importante per mostrare a tutti che i partigiani sanno muoversi bene di giorno come di notte".

Il taglio delle reti - Anche tra i No Tav radunati sabato in piazza a Giaglione, luogo di ritrovo domenica mattina, l'idea del taglio delle reti non tramonta. "Cosa faremo? E' semplice - dice Gigi Richetto, uno dei veterani del movimento No Tav - taglieremo le reti, abbiamo organizzato la giornata per quello e lo faremo".

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