Css: possibile donazione di organi da parte di “samaritani”

Cronaca
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Il consiglio superiore di sanità ha ritenuto “ammissibile” la donazione di organi tra persone che non si conoscono e non hanno legami di parentela. Raccomandando: valutazione psicologica del donatore e tutela della privacy di chi dona e di chi riceve

Dopo il comitato nazionale di bioetica, anche il consiglio superiore di sanità ha espresso un parere sulla cosiddetta donazione samaritana. "Il Css ritiene ammissibile questa possibilità con alcune raccomandazioni". Lo rende noto il ministro della salute, Ferruccio Fazio, durante la presentazione delle giornate nazionali per la donazione e trapianti di organo.
   
"Nel parere viene raccomandato - spiega Fazio - la valutazione psicologica e psichiatrica del donatore, il rispetto della privacy, nessun contatto tra donatore e ricevente".

"Per i primi 10 casi la donazione samaritana deve rientrare in un programma nazionale", la cui gestione è affidata al Centro Nazionale Trapianti, che riferirà annualmente al Consiglio Superiore di Sanità (Css). Deve inoltre essere rispettato l'anonimato sia del donatore che del ricevente come previsto dalla legge. E' questo il parere espresso dal Css sulla donazione di rene tra persone che non si conoscono e non hanno legami affettivi o di consanguineità.

Secondo le linee guida il donatore "samaritano" va inserito prioritariamente nel programma di trapianti con modalità cross-over e, qualora non fosse possibile, occorre tenere conto della provenienza regionale del donatore. Va inoltre svolta un'attenta valutazione psichiatrica e psicologica del donatore e del suo nucleo familiare. Non solo: l'accertamento della sua idoneità deve essere accertata da una "parte terza" estranea all'organizzazione medica che effettuerà l'espianto-trapianto come già avviene  per i "trapianti da donatori viventi".
   
Infine, secondo le direttive, va eseguita una completa e accurata valutazione clinica strumentale delle condizioni fisiche del donatore samaritano da parte del Centro trapianti che organizza il prelievo, analogamente a quanto previsto nel caso della donazione cross over. Il follow-up di donatore-ricevente, anche in questa modalità di trapianto, non può essere difforme da quanto a tal fine espletato per donatori e riceventi di rene da viventi.

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