Bimba nigeriana morta in ospedale, il papà: cure negate

Cronaca
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Secondo quanto raccontato dal padre, il personale del nosocomio in provincia di Milano si sarebbe rifiutato di curare la piccola di 13 mesi perché la sua tessera sanitaria era scaduta. L'ospedale nega: l'assistenza agli stranieri è garantita

Morire a 13 mesi per "problemi burocratici". Questo, secondo il padre, sarebbe accaduto a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano. Vittima una bimba nigeriana il cui genitore, a causa della recente disoccupazione, non aveva potuto rinnovare la tessera sanitaria. Secondo i genitori della piccola, questo particolare avrebbe determinato fatali ritardi nelle cure al pronto soccorso dell'ospedale. La struttura però "respinge con fermezza l'accusa", ricordando che l'assistenza sanitaria agli stranieri è garantita alla pari dei cittadini italiani.

La vicenda è iniziata la notte del 3 marzo, quando verso mezzanotte la piccola Rachel è in preda a violenti attacchi di vomito. Un'ambulanza la porta all'ospedale dell'Uboldo a Cernusco dove il medico di turno, raccontano i genitori, la visita in soli sei minuti e gli prescrive dei farmaci. Le cure però non funzionano, e intorno alle 2 di notte il padre torna al pronto soccorso con la figlia; qui l'assistenza medica gli verrebbe negata perché, riferisce l'uomo in un'intervista pubblicata da 'La Repubblica', "la bambina ha la tessera sanitaria scaduta". Davanti al rifiuto dei medici, il nigeriano si sarebbe messo a urlare, e qualcuno dell'ospedale avrebbe chiamato i Carabinieri. Solo l'intervento dell'Arma sblocca momentaneamente la situazione, e la piccola viene ricoverata in pediatria. Verso le 5 del mattino, però, Rachel non ce la fa e viene dichiarata deceduta.

Per il padre, "se fosse stata italiana questo non sarebbe successo".
L'ospedale però respinge al mittente le affermazioni dei genitori: "L'accusa secondo la quale la bimba sarebbe stata 'uccisa dalla burocrazia' e 'se fosse stata italiana questo non sarebbe successo' va respinta con fermezza" spiega l'azienda ospedaliera di Melegnano, di cui fa parte il presidio di Cernusco. Il servizio sanitario, prosegue la struttura, "garantisce agli stranieri un'assistenza alla pari ai cittadini italiani, senza discriminazioni sulla regolarità dei documenti di soggiorno. Ogni giorno assistiamo pazienti stranieri non in regola con i documenti, regolarmente registrati come stranieri temporaneamente presenti (Stp) e notificati alla Regione, e i dati del 2009 lo confermano".

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