Video choc, preso il killer di Napoli

Cronaca
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Il presunto assassino di Mariano Bacio Terracino è stato fermato dalle forze dell'ordine. Si tratta di Costanzo Apice, 27 anni con precedenti per droga. L'uomo era stato ripreso nel video choc diffuso dalla procura di Napoli. VIDEO E FOTO

Le forze dell'ordine hanno arrestato a Castelvolturno, nel casertano, Costanzo Apice, 27 anni, ritenuto il sicario che ha ucciso Mariano Bacioterracino l'11 maggio scorso, noto alle forze dell'ordine come rapinatore con la tecnica del 'buco', in passato presunto partecipante all'uccisione del boss di Afragola Gennaro Moccia e amico del boss Giuseppe Misso.
Apice ha precedenti per spaccio di droga e risiede nel rione don Guanella; alla sua identificazione non si esclude abbia contribuito qualche informatore della polizia nel quartiere di Secondigliano.

L'omicidio di Mariano Bacioterracino, un rapinatore di banche, è avvenuta l'11 maggio scorso al Rione Sanità di Napoli. Per sei mesi gli inquirenti non trovano indicazioni utili su quell'uomo che, cappellino in testa, davanti a un bar con freddezza colpisce più volte il suo obiettivo, incurante dei passanti.

Poi, la scelta della procura di diffondere le immagini choc di quell'agguato.
"Quella del video choc - aveva commentato giorni fa il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore - è stata un'extrema ratio alla quale siamo stati costretti a ricorrere perché nessuno collaborava. Ma si è trattato anche di un successo ad alto costo, perché facendo il giro del mondo, quel video ha proposto il lato brutto di Napoli. E' stata una scelta sofferta, ma anche l'ultimo tentativo dopo sei mesi di silenzi".

Una decisione criticata tra gli altri dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, secondo il quale quelle immagini "hanno dato l'idea di una città, Napoli, ben diversa dalla realtà"'.

Costanzo Apice, 28 anni, il presunto killer di Mariano Bacioterracino, non era neppure nato quando nell'aprile del 1976 il boss di Afragola Gennaro Moccia (la cui moglie, Anna Mazza, prese poi le redini della 'famiglia' e fu la prima donna condannata per associazione a delinquere di stampo mafioso) fu ucciso da un quattro sicari del clan rivale dei Giuliano.

Quell'omicidio, indicano le indagini della Squadra Mobile della polizia, è all'origine dell"esecuzione davanti al bar, 33 anni dopo, di Bacioterracino, l'ultimo in vita di quei presunti sicari (il processo in primo grado si concluse con condanne cancellate dall'appello), tutti morti in agguati.
Un clan storico e radicato non dimentica e non perdona, è il messaggio sotteso all'agguato al rione Sanità in pieno giorno e davanti a molti potenziali testimoni. Secondo quanto si è appreso, Apice aveva trovato rifugio nel casertano tra persone del suo stesso contesto familiare.

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