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Via d'Amelio, poliziotti indagati per depistaggio

1' di lettura

Pesanti accuse ad alcuni esponenti della Polizia di Stato arrivano da un pentito, Salvatore Candura, che oggi ritratta e sostiene di essere stato costretto a dire il falso

Non si arresta il ciclone di novità sulla strage di via d'Amelio. Questa volta è il turno di Salvatore Candura, che accusa alcuni esponenti della Polizia di Stato di averlo costretto a dichiarare il falso. 17 anni fa infatti Candura si era autoaccusato con Vincenzo Scarantino del furto della Fiat 126 che servì da contenitore all'esplosivo che disintegrò Borsellino e 5 agenti di scorta. Oggi ritratta e dice di esserse stato costretto dagli investigatori di allora.

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