Accusatrice Prefetto,"capito toccava me"

Calabria
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Imprenditrice:pensato si trattava di una persona non dello Stato

(ANSA) - CATANZARO, 3 GEN - "Non avrei potuto fare diversamente. Da tempo sono impegnata nel sociale e spesso mi è capitato di pronunciare frasi del tipo:'in questa terra dobbiamo scegliere da che parte stare da subito!'. Ecco, questa volta, ho capito che toccava a me". E' quanto afferma Cinzia Falcone, l'imprenditrice dalla cui denuncia è scaturito l'arresto del prefetto di Cosenza Paola Galeone posta ai domiciliari per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.
    "Passare dalle parole ai fatti - aggiunge Falcone - non è semplice soprattutto quando ci si trova davanti ad un prefetto della Repubblica. Il giorno prima, però, avevo ascoltato l'intervista al procuratore Gratteri in cui invitava i calabresi a ribellarsi e questo ha determinato in me ulteriormente la volontà di dissentire e dire no a una ingiusta richiesta".
    "Sono consapevole - ha detto ancora Falcone - che esistono poteri forti ma sono consapevole anche che esiste uno Stato forte. Io ho scelto di stare dalla parte dello Stato".
   

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