Overshoot day per l'Italia, a maggio già esaurito il budget ecologico di un anno

Ambiente
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Alla data del 3 maggio 2026 il nostro Paese ha consumato le risorse naturali che è in grado di produrre in un anno intero, segnando anche un peggioramento con un anticipo di 3 giorni rispetto al 2025. Ad annunciarlo è stato il Wwf

Nella giornata di ieri, 3 maggio, è scattata per l'Italia e per l'ambiente una data non proprio edificante. E' arrivato ufficialmente "l'Overshoot Day" del nostro Paese. In  sostanza l'Italia ha consumato le risorse naturali che è in grado di produrre in un anno intero, segnando anche un peggioramento con un anticipo di 3 giorni rispetto al 2025. Ad annunciarlo è stato il Wwf che ha analizzato da vicino i calcoli del Global Footprint Network. 

Un segnale "politico, economico e culturale"

"In soli 123 giorni - abbiamo già esaurito il budget ecologico dell'intero anno. Dal 4 maggio in poi viviamo in deficit ecologico: utilizziamo capitale naturale invece degli interessi, accumulando un debito che si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi", hanno sottolineato gli esperti del Wwf, lanciando l'allarme. L'anticipo della data di tre giorni, è stato spiegato ancora, "non è un dettaglio da poco: è un segnale politico, economico e culturale. Significa che, nonostante la crescente consapevolezza per le problematiche ambientali, la nostra impronta ecologica complessiva sta continuando a peggiorare. Se tutti vivessero come noi italiani, sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per sostenere la domanda annuale di risorse".

L'Overshoot Day in passato

Il dato del 2026 non risulta essere isolato ma piuttosto rientra in una traiettoria cominciata molti anni fa. A livello globale, hanno segnalato gli esperti, l'Overshoot Day negli anni '70 cadeva alla fine di dicembre: nel 1971 il superamento avveniva il 25 dicembre. Nel 1990 questa data si è spostata a metà ottobre. Nel 2000, invece, alla fine di settembre. Nel 2019 è caduta il 29 luglio. Oggi però tanto è cambiato e "l'umanità consuma l'equivalente di circa 1,7 Pianeti ogni anno". In sostanza, riporta il Wwf, "abbiamo anticipato il giorno del sovrasfruttamento di quasi cinque mesi in poco più di cinquant'anni".

Cosa succede in Italia

Tutto questo succede anche perchè, negli ultimi decenni, l'Italia ha attraversato una trasformazione particolarmente evidente per quanto riguarda i propri modelli di consumo. Basti considerare alcuni dati Istat secondo cui, tra metà anni '90 e oggi la quota destinata ad "alimentari e bevande" è scesa dal 18% al 15% della spesa familiare, mentre quelle per "abbigliamento e calzature" dal 7% al 5%. E si registra pure una riduzione della quota di spesa destinata ai beni essenziali, senza dimenticare che si vive in case che consumano più energia di un tempo e che ci muoviamo di più, acquistando sempre più servizi legati alla qualità della vita rispetto al passato. Anche l'evoluzione della mobilità ha avuto un impatto non indifferente. Negli anni '50 in Italia circolavano meno di 50 vetture ogni 1.000 abitanti. Oggi l'Istat riporta che circa 7 italiani su 10 possiedono un'automobile, il dato più alto dell'intera Unione europea, pari a circa 6 auto ogni 10 abitanti. Il che si traduce in più emissioni e maggiore inquinamento.

Il ruolo dell'alimentazione

Anche l'alimentazione ha subito un cambiamento importante negli ultimi decenni. Il consumo di carne è quadruplicato in pochi decenni, passando da circa 20 kg pro capite l'anno negli anni '60 a circa 80 kg nel 2025. Nel complesso, il paniere alimentare del nostro Paese si è via via "appesantito" dal punto di vista ecologico. E da oltre cinquant'anni l'Italia ha fatto registrare una crescita continua e consistente delle superfici urbanizzate. Stando ai rilevamenti Ispra, nel 2024, le superfici artificiali hanno superato i 21.500 km², oltre il 7% del territorio nazionale, un valore molto superiore alla media europea (pari al 4,4%). Tra il 2023 e il 2024 il consumo di suolo ha raggiuto quasi 3 m² al secondo, il ritmo più alto degli ultimi 12 anni.

Invertire la rotta

"Il 3 maggio 2026 non è stata soltanto una data. È la misura concreta della distanza tra il nostro modello di sviluppo e i limiti biofisici del Pianeta -  ha anlizzato ancora il Wwf - Cinquant'anni di crescita materiale, urbanizzazione, motorizzazione e trasformazione dei consumi ci hanno portato fin qui. Invertire la rotta è possibile, ma richiede un cambiamento sistemico: energia pulita, mobilità sostenibile, diete a minore impatto, tutela del suolo, economia circolare. Abbiamo un solo Pianeta". 

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