Secondo uno studio del 2025, le emissioni di CO₂ generate dai sistemi di intelligenza artificiale potrebbero raggiungere tra 32,6 e 79,7 milioni di tonnellate in un solo anno. Un livello paragonabile alle emissioni annuali di un’intera metropoli come New York
Promuovere la salvaguardia del Pianeta, oggi più che mai, significa interrogarsi sulle conseguenze concrete delle scelte quotidiane. Ogni 22 aprile il mondo celebra l’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra: la più grande mobilitazione internazionale dedicata all’ambiente, giunta alla sua 56esima edizione. Nata nel 1970 da un’idea dell’attivista statunitense John McConnell, questa ricorrenza rappresenta anche un momento collettivo di consapevolezza. Un’occasione per fare i conti con le emergenze più pressanti: dall’inquinamento dell’aria all’esaurimento delle risorse non rinnovabili, fino alla progressiva distruzione degli ecosistemi e alla scomparsa di specie animali e vegetali. E l'impatto dell'intelligenza artificiale.
Quanto inquina l'IA?
Secondo uno studio del 2025 condotto dal ricercatore Alex de Vries-Gao, tra i primi a tentare una quantificazione globale dell’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, le emissioni di CO₂ generate dall’AI potrebbero raggiungere tra 32,6 e 79,7 milioni di tonnellate in un solo anno. Una forbice ampia, dovuta alla scarsa trasparenza delle aziende tecnologiche, ma sufficiente a dare l’ordine di grandezza: un livello paragonabile alle emissioni annuali di un’intera metropoli come New York, che conta oltre 8 milioni di abitanti. Un dato che segnala come l’impatto climatico dell’AI non sia più marginale, ma già una componente significativa del bilancio globale delle emissioni.
A confermare il trend è anche uno studio pubblicato nel 2025 su Nature Sustainability, che mette in guardia sull’effetto della corsa globale all’intelligenza artificiale. La ricerca ha analizzato l’espansione dei data center e dei sistemi di calcolo necessari a sostenere modelli sempre più complessi, evidenziando come il consumo energetico sia destinato a crescere rapidamente già nei prossimi anni. Anche negli scenari più virtuosi, in cui hardware e software diventano più efficienti, la riduzione delle emissioni resta limitata e non sufficiente a compensare l’aumento della domanda. Quindi i progressi tecnologici rallentano l’impatto, ma non lo fermano: più l’AI si diffonde su larga scala, più energia richiede. E più CO₂ finisce in atmosfera.
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Quanto costa fare una domanda a Gemini?
Una richiesta di testo 'prompt' ovvero text-to-text, al sistema di intelligenza artificiale di Google utilizza 0,24 wattora di energia equivalente a guardare la tv per meno di nove secondi, emette 0,03 grammi di anidride carbonica equivalente e utilizza 0,26 millilitri di acqua, circa cinque gocce. Sono alcuni dati diffusi dall'azienda di Mountain View che ha messo a punto una metodologia per misurare l'impatto energetico dell'IA. In un contesto mondiale in cui il galoppare dei progressi nell'intelligenza artificiale va di pari passo al suo impatto ambientale. "I nostri sistemi di intelligenza artificiale stanno diventando più efficienti - afferma Google - in un periodo di 12 mesi, l'energia e l'impronta di carbonio totale del prompt di testo mediano di Gemini sono diminuite rispettivamente di 33 e 44 volte. Questi risultati - ha aggiunto - si basano sulle ultime rilevazioni della riduzione delle emissioni energetiche dei nostri data center e sul lavoro che abbiamo condotto per promuovere l'energia carbon-free e il rifornimento idrico".