Riciclo, le capsule di caffè entrano nella raccolta differenziata da agosto: cosa cambia

Ambiente
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Con l'entrata in vigore del Packaging and Packaging Waste Regulation (Ppwr), il nuovo regolamento europeo (numero 2025/40) che disciplina il ciclo di vita degli imballaggi, dal 12 agosto cambiano le regole sul conferimento delle capsule monodose di caffè 

Quello che devi sapere

Capsule nella raccolta differenziata

Come stabilito dalla normativa comunitaria, entrata in vigore nel febbraio 2025, le cialde monodose vengono considerate a tutti gli effetti confezioni e come tali non potranno più essere cestinate nell'indifferenziato. Dalla prossima estate le capsule, sia consumate sia quelle contenenti residui di caffè, dovranno essere destinate al riciclo

 

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L'obiettivo

Da quest'anno la normativa europea sugli imballaggi è diventata obbligatoria in tutta l'Unione Europea. L'obiettivo è quello di giungere nei prossimi quattro anni a trattare i prodotti complessi, come le capsule del caffè, nel riciclo, un passo decisivo nella strategia comunitaria per ridurre i rifiuti da imballaggio del 5% rispetto ai livelli del 2018. Entro il 2040 poi si punta ad abbattere la quota fino al 15%. "Siamo già al lavoro con i consorzi di filiera e tutti gli attori del settore per accompagnare questa transizione, puntando su progettazione sostenibile, innovazione impiantistica e metodi di raccolta sempre più efficienti", ha detto a Il Sole 24 Ore Simona Fontana, direttrice generale di Consorzio nazionale imballaggi (Conai).

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L'impatto sulla filiera

La novità legislativa introdotta da Bruxelles è dunque destinata a coinvolgere l'intera filiera. Per quanto riguarda le capsule in alluminio, realtà come per esempio il consorzio Cial hanno già avviato in alcune province italiane - Lecco e Monza Brianza - una sperimentazione con la separazione domestica e il successivo smistamento negli impianti di selezione.

Il riciclo delle capsule in bioplastica

Una fetta crescente di mercato è poi rappresentata dai prodotti in bioplastica che negli ultimi anni hanno raggiunto un quinto delle capsule attualmente in commercio. Progetti sostenibili come quello avviato dal consorzio Biorepack hanno aperto la strada al conferimento delle cialde nell'umido che consente il recupero sia della confezione sia del caffè rimanente.

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Il nodo della plastica

Trattandosi, come detto, di un prodotto complesso, il nodo principale riguarda ad oggi le capsule in plastica tradizionale che risultano più difficili da separare. Per superare questo ostacola, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica (Corepla) sta studiando processi mirati nel tentativo di ridurre al minimo gli scarti.

Tre miliardi di capsule consumate ma solo il 6% è compostabile

Secondo uno studio del 2024 pubblicato da Biorepack, in Italia vengono utilizzate quasi 3 miliardi di capsule di caffè all'anno ma solo il 6% risulta compostabile. La quota maggiore, pari al 72%, è ancora rappresentata dalla plastica mentre il 22% è in alluminio.

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Ipotesi capsule 100% in bioplastica dal 2030

Proprio per la difficoltà nell smaltimento della plastica tradizionale, avanza l'ipotesi di inserire le capsule di caffè nell'elenco dei prodotti che dal 2030 dovranno essere obbligatoriamente realizzati in bioplastica. Stando al Regolamento Ue infatti gli Stati membri saranno chiamati a stilare una lista di merci che potranno entrare in commercio sole se costituiti da materiale ecosostenibile.

Nuove regole su bustine di maionese e ketchup

Non solo le capsule da caffè. Il 12 agosto segna l'avvio di una svolta anche per quanto riguarda il conferimento di altri prodotti di uso comune, come le bustine utilizzate per i condimenti quali ketchup, maionese o senape. In base alla normativa Ue, entro il 2030 si giungerà al divieto dei formati monodose in platica.

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Dal 2030 stop a confezioni monouso in plastica

Secondo l'articolo 25 del regolamento, dal 1° gennaio 2030 usciranno dal mercato europeo gli imballaggi monouso in plastica su un vasto elenco di beni di consumo: dai condimenti a conserve, salse, creme per caffè e zucchero utilizzati in particolare nella ristorazione. Il divieto si estende inoltre ai flaconcini cosmetici e da bagno sotto i 50ml così come frutta e verdura fresca imbustate sotto 1,5 kg.

Cosa cambia per le imprese

Dall'estate prossima, dunque, il nuovo regolamento dovrà essere applicato tra i 27 Stati Ue. Per le imprese scatta il divieto di immettere sul mercato gli imballaggi ad uso alimentare contenenti una quota eccessiva di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas).

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Obbligo di etichettatura

Sempre da agosto debutteranno nuove misure sulla etichettatura. Ogni imballaggio dovrà riportare indicazioni uniformi a livello Ue sul corretto smaltimento. La mancanza di informazioni chiare inibirà la vendita del prodotto stesso.

 

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