Studio Usa: il cambiamento climatico rende gli uragani più distruttivi

3' di lettura

Secondo una ricerca pubblicata su Nature, negli ultimi anni è aumentata la forza dei cicloni tropicali a causa delle piogge più intense. E in futuro la situazione è destinata a peggiorare

I cambiamenti climatici avrebbero reso gli uragani più distruttivi. È quanto emerge da una nuova ricerca pubblicata su Nature, che ha utilizzato modelli climatici per verificare l'impatto di fattori quali la temperatura dell'aria e degli oceani. I ricercatori hanno inoltre sottolineato come si faccia poco per limitare le emissioni di gas serra che favoriscono il riscaldamento globale: se questo trend dovesse continuare, in futuro la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

L'impatto dei cambiamenti climatici

Gli uragani traggono la loro forza dal calore negli strati superficiali dell'oceano, mentre le loro precipitazioni sono influenzate dai livelli di umidità dell'atmosfera. L'innalzamento delle temperature a livello globale, dovuto principalmente all'azione dell'uomo, crea dunque condizioni maggiormente favorevoli allo sviluppo di uragani più forti. Recenti ricerche, infatti, hanno scoperto come le tempeste si stiano intensificando più rapidamente di quanto non accadesse 30 anni fa. "Questo studio rinforza il messaggio già chiaro, seecondo cui dobbiamo rallentare il riscaldamento globale passando dai combustibili fossili a quelli rinnovabili, mentre ci prepariamo per un clima più estremo in futuro", ha detto al Guardian Jennifer Francis, esperta di uragani della Rutgers University.

Uragani più intensi

Dalle simulazioni climatiche ad alta risoluzione di 15 cicloni tropicali negli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano è emerso che il riscaldamento di acqua e aria avrebbe aumentato le precipitazioni tra il 5% e il 10%, sebbene la velocità del vento sia rimasta sostanzialmente invariata. "Il 5 o il 10% in più di pioggia - ha spiegato al quotidiano britannico James Elsner, scienziato atmosferico all'università della Florida - può fare una grande differenza, la capacità di carico dei sistemi di acqua piovana in una città può essere superata con quella quantità di pioggia in più". La situazione, secondo i ricercatori, sarebbe destinata a peggiorare se il riscaldamento globale dovesse continuare. Le precipitazioni da uragano potrebbero aumentare ulteriormente di un terzo, mentre la velocità del vento potrebbe aumentare di ben 25 nodi. "La mia speranza - ha detto Christina Patricola, una delle autrici dello studio - è che queste informazioni possano essere utilizzate per migliorare la nostra capacità di adattamento a eventi meteorologici estremi che avremo in futuro".

Lo studio dei precedenti

I risultati suggeriscono che tempeste già enormemente distruttive sarebbero state ulteriormente rafforzate dai cambiamenti climatici e che eventi simili in futuro potrebbero rivelarsi cataclismici. Ad esempio, con temperature globali di tre gradi superiori alle medie, l'uragano Katrina del 2005 a New Orleans, che ha provocato circa duemila morti, sarebbe potuto essere ancora più devastante, con circa il 25% di pioggia in più. Il ciclone Yasi, che ha colpito l'Australia nel 2011, avrebbe avuto circa un terzo di pioggia in più, mentre il ciclone Gafilo, un'enorme tempesta che ha ucciso più di 300 persone in Madagascar nel 2004, sarebbe potuta essere del 40% più intensa. Quella registrata lo scorso anno, peraltro, è stata la stagione degli uragani più costosa nella storia degli Stati Uniti con danni pari a oltre 300 miliardi di dollari, provocati da Harvey, Irma e Maria. Altre due grandi tempeste quest'anno, Michael e Florence, hanno provocato danni diffusi e decine di morti in Florida e nel North Carolina.

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