Legambiente: Italia leader contro inquinamento da plastica in mare

Legambiente ha chiesto che le norme italiane vengano replicate in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo (foto: archivio Getty Images)
4' di lettura

Lo ha sottolineato il presidente dell'associazione ambientalista, Stefano Ciafani, a Malta dove è in corso la due giorni PolyTalk, il convegno organizzato da PlasticsEurope, la Federazione europea dei produttori di materie plastiche. SKY UN MARE DA SALVARE

L'Italia è in prima linea nella lotta all'inquinamento da plastica in mare. Lo ha sottolineato il presidente di Legambiente , Stefano Ciafani, da Malta dove l’associazione ambientalista - unica italiana - partecipa a PolyTalk, il convegno organizzato da PlasticsEurope, la Federazione europea dei produttori di materie plastiche. Il nostro Paese deterrebbe la leadership in questo campo tanto che, come ha ricordato Ciafani, quando la premier Theresa May ha annunciato il programma per il Regno Unito di contrasto alle plastiche, "metà delle misure annunciate, l’Italia le aveva già fatte".

L'Italia nel ruolo di "apripista"

Tra le misure adottate dall'Italia nel contrasto all'inquinamento da plastica, ci sono stati il bando sui sacchetti entrato in vigore nel 2012, la sperimentazione nei porti, nel 2015, del conferimento dei rifiuti ripescati senza costi a carico dei pescatori, i due articoli della Legge di Bilancio del 2018 su microplastiche nei prodotti cosmetici e cotton fioc non biodegradabili. "L'Italia - ha sottolineato il presidente di Legambiente - fa da apripista, cosa che non succede molto spesso, sul tema della conoscenza del problema. Su questo siamo molto avanti". Ecco perché l'associazione ambientalista, nel corso del convegno di Malta, ha chiesto che le norme italiane "siano replicate e copiate in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo, compresi i Paesi del Nord Africa e Medioriente", dove i livelli di inquinamento da microplastiche, secondo gli studi più recenti, sarebbero paragonabili a quelli dei vortici del nord del Pacifico. Allo stesso tempo, però, al nostro Paese è stato chiesto un ulteriore sforzo: "dichiarare guerra all’usa e getta prevedendo bandi o alternative compostabili; far rispettare la legge sui sacchetti di plastica andando a colpire i 'narcotrafficanti' e non lo spacciatore sotto casa, facendo sequestri nelle grandi centrali di vendita di sacchetti illegali e lo stop all’uso illimitato delle acque in bottiglia".  

L'attività di Legambiente

Negli ultimi cinque anni Legambiente si è concentrata in particolare sulle attività di contrasto e studio del "marine litter": dai monitoraggi sui rifiuti nei mari e nei laghi, in particolare di microplastiche, a quelli scientifici sui rifiuti spiaggiati. Tutte attività portate avanti in collaborazione con istituti di ricerca, da Ispra ad Enea, e università. L'azione dell'associazione ambientalista si sta progressivamente allargando. Un esempio è il centro di recupero tartarughe di Manfredonia, che ha portato a 1500 salvataggi in dieci anni. Un altro fronte riguarda lo studio della contaminazione da plastica e il possibile ingresso nella catena alimentare. E poi ancora, il progetto avviato con Unicoop Firenze, Regione Toscana, ministero dell’Ambiente e società di raccolta e riciclo dei rifiuti, che punta a consentire ai pescatori di riportare i rifiuti raccolti in porto senza il costo di smaltimento a carico, lasciando alle aziende il compito di riciclare il possibile. Si tratta del primo progetto innovativo sperimentale di questo genere. Infine, sempre per quanto riguarda i rifiuti pescati, con il progetto avviato con l’istituto di promozione delle plastiche da riciclo (Ippr), si punta a capire, una volta che i rifiuti vengono pescati e caratterizzati dall'Enea, quanto e come si possono riciclare.

Il convegno di Malta

La due giorni del convegno PolyTalk di Malta vede la partecipazione di istituzioni europee e statali, centri di ricerca, imprese e ambientalisti. "È molto significativo che l’industria si metta in gioco – ha sottolineato Ciafani - ponendosi il problema di quello che può fare". Il ruolo delle imprese, secondo il presidente di Legambiente, è fondamentale per intervenire sia nei cicli produttivi che nella realizzazione di prodotti più sostenibili. Su questo, "il tema dell’innovazione industriale è decisivo - ha continuato - ed è importante che su questo si ragioni qui tutti insieme".

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