Volkswagen chiede al governo di tagliare le sovvenzioni al diesel

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Il ceo Matthias Mueller si è schierato a favore della rimozione delle agevolazioni fiscali di cui beneficia il gasolio rispetto alla benzina. Anche in Italia esiste la stessa disparità

Volkswagen, duramente colpita dal grosso scandalo sulle emissioni diesel fuori dai parametri di legge, si schiera a sorpresa dalla parte di coloro che vorrebbero dare il colpo di grazia a questa tecnologia. L'amministratore delegato del colosso tedesco, Matthias Mueller, ha dichiarato che le sovvenzioni che il governo tedesco applica al diesel andrebbero rimosse, per promuovere alternative più ecologiche.

La presa di posizione

"Dobbiamo mettere in dubbio la logica e le finalità delle sovvenzioni per il diesel", ha detto il Ceo di Volkswagen in un'intervista al giornale tedesco Handelsblatt. "Il denaro - ha aggiunto - può essere investito più attentamente per promuovere tecnologie più amiche dell'ambiente". Mueller, inoltre, si è detto a favore del blocco agli accessi nei centri città per le vetture diesel di vecchia produzione, anche se ha precisato che i modelli più recenti e “puliti” dovrebbero essere immuni da tale divieto.

Affermazioni inattese

Le dichiarazioni di Mueller colgono un po' di sorpresa: è il primo leader di settore a invitare la rimozione dei sussidi alle motorizzazioni a gasolio. Inoltre, Volkswagen è fra i costruttori con la maggiore tradizione nella costruzione di diesel per veicoli di larga diffusione. Altrettanto vero, però, è che lo scandalo Dieselgate, nel quale Volkswagen ha perduto decine di miliardi euro per le violazioni delle normative che regolano le emissioni di tali motori, è stato il punto di svolta nel declino dei motori a gasolio. Sempre più provvedimenti ne scoraggiano la vendita, proibendo l'ingresso nei centri cittadini e, a partire dal 2015, diverse altre case automobilistiche hanno dovuto fare i conti con l'accusa di emissioni inquinanti superiori ai valori dichiarati per i motori a gasolio.

Le sovvenzioni

Al momento la diffusione del diesel è favorita in Germania da una tassazione assai più favorevole sul carburante. Considerando la maggiore efficienza energetica rispetto al benzina e le inferiori emissioni di Co2, il diesel era visto come un'alternativa più rispettosa dell'ambiente. Tuttavia una mole crescente di studi ha mostrato come i gas di scarico di questi motori abbiano altri effetti dannosi sulla salute, emettendo molti più ossidi di azoto (Nox) e polveri sottili. Se i diesel fossero tassati come i motori a benzina, ha spiegato al New York Times il professor Ferdinand Dudenhöffer (università di Duisburg-Essen), l'incremento delle entrate per il governo sarebbe di 8 miliardi di euro: “Il diesel non è il futuro, è il passato. Non ha senso spendere miliardi di entrate fiscali su questa tecnologia”, ha dichiarato l'esperto lodando la presa di posizione di Mueller. Anche in Italia il prezzo della benzina è gravato da accise più pesanti del 15% rispetto al diesel: 728,40 euro per mille litri contro 617,40.

 

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