Smartphone, il nuovo terreno di sfida sono le fotocamere

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Tra realtà aumentata e riconoscimento facciale, i produttori hi-tech stanno puntando tutto sulle tecnologie per processare le immagini (fisse, in movimento e “aumentate”). Da Apple ad Qualcomm, ecco le principali novità per i consumatori

Non è soltanto una questione di megapixel e qualità delle lenti. Le camere degli smartphone stanno diventando il nuovo terreno di sfida per i grandi produttori hi-tech. A cominciare da Apple che, per l’ultimo iPhone X presentato a Cupertino, ha puntato molto su questo aspetto. Tanto che ora i sensori installati sul dispositivo non servono soltanto a garantire foto e video di alta qualità, ma anche a svolgere altre funzioni, come il riconoscimento facciale e la realtà aumentata.

L’anno delle fotocamere

“Il 2018 sarà tutto all’insegna delle camere”. Così ha scritto nei giorni scorsi il New York Times, per sottolineare come la corsa a smartphone più sottili e leggeri stia ormai rallentando: gli sforzi dei produttori si stanno adesso concentrando sui moduli ottici e gli altri sensori intelligenti. Ecco quindi le camere diventare il centro di gravità dello smartphone, aprendo scenari che fino a poco tempo fa sembravano futuristici: il sistema di riconoscimento facciale permette di accedere al dispositivo che può poi essere puntato sul menù di un ristorante per tradurlo all’istante oppure su un oggetto visto in un negozio per capire come potrebbe stare nel nostro salotto. 

Riconoscimento facciale

Con l’aggiunta di nuove funzionalità, cambia anche l’importanza delle fotocamere installate sugli smartphone. Se fino a poco tempo fa tutta l’attenzione era concentrata sulle quelle posteriori (che ormai sono 2 su tutti i telefoni di fascia alta), ora il modulo frontale sta diventando sempre più sofisticato. Lo dimostra ad esempio il nuovo iPhone X e il suo sistema “True Depth” che integra una camera infrarossi, una fotocamera frontale, un proiettore e un flash (oltre ad altri sensori di luminosità e prossimità). 

Ecco tutte le camere e i sensori presenti sul lato frontale del nuovo iPhone X:

Va nella stessa direzione la tecnologia messa a punto da Qualcomm, che lo scorso agosto ha presentato una versione aggiornata di Spectra, processore di immagini “depth sensing” che supporta l’autenticazione biometrica e nuove funzionalità di mappatura 3D per la realtà aumentata. La tecnologia di Qualcomm andrà a potenziare gran parte dei dispositivi Android in uscita nei prossimi mesi.

 

Come nel caso dell’iPhone X, anche Qualcomm Spectra include un sistema che “spruzza” decine di migliaia di punti infrarossi sull’oggetto o la persona difronte per poi ricostruire una mappa 3D dettagliata. Dal momento che la forma del viso di ogni persona è unica, grazie a questa mappatura a infrarossi gli smartphone di nuova generazione riescono a identificare una persona in maniera univoca.  

Realtà aumentata 

La tecnologia di visione messa a punto da Apple e Qualcomm apre nuovi scenari anche per la realtà aumentata, un terreno su cui tutti i colossi hi-tech stanno investendo molto. Da Microsoft con il suo Hololens a Facebook con Camera Effects Platform, passando per ARCore di Google e ARkit di Apple, nei prossimi mesi vedremo emergere nuove applicazioni che vanno oltre il gaming. Lo si può vedere in questa demo di IKEA Place, la nuova app di Ikea che sfrutta le funzionalità di realtà aumentata di iOS11, sistema operativo mobile Apple in arrivo questo autunno.

 

Non a caso, Apple durante la presentazione degli ultimi iPhone ha insistito molto su questo punto: l’unione di un ambiente di sviluppo specifico (ARkit), un nuovo sistema operativo (iOS11) e delle ultime tecnologie per processare le immagini, dovrebbe portare a un boom delle applicazioni di realtà aumentata non solo per l’intrattenimento, ma anche per il business e i consumatori.

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