Google lancia 'Sos alerts', informazioni e mappe in caso di emergenza

Google come Facebook: arrivano i servizi-Sos (Getty Images)
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Google Person finder, Google Crisis map e Google Public alerts offrono informazioni utili, visualizzano la situazione su una cartina geografica e permettono di rintracciare gli utenti

Google corre in soccorso dei suoi utenti. La società ha lanciato Google Person finder, Google Crisis map e Google Public alerts. Tre funzioni distinte (attive sia tra i risultati delle ricerche sia su Maps) con lo stesso obiettivo: fornire informazioni e consigli a chi è è interessato da disastri naturali o si trova in zone a rischio. Il pacchetto si chiama “Sos alerts” e marcia nella stessa direzione di Facebook, che già da qualche anno ha creato soluzioni simili.

Come funziona Sos alerts

Se si verifica un incidente grave o una catastrofe naturale, Google privilegerà nelle ricerche le informazioni sul tema e segnalerà sulle mappe le zone interessate. Saranno segnalati gli ultimi aggiornamenti, numeri di telefono e siti web utili. Se l'utente è nelle vicinanze dell'emergenza verrà anche avvisato con alcune notifiche, in modo da informare anche i più distratti. I dati che avranno maggiore risalto sono il frutto di una raccolta che coinvolge diverse organizzazione, tra cui la Croce rossa, l'Amministrazione dei servizi atmosferici, geofisici ed astronomici delle Filippine e l'Ente federale statunitense per la gestione delle emergenze.

I piani di emergenza di Google e Facebook

Google Crisis map fonde informazioni e navigazione. Segnala le zone a rischio, le eventuali strade chiuse. E suggerisce percorsi alternativi. Il terzo tassello di Sos alerts è Google Person finder. Come dice il nome, è una piattaforma che vuole facilitare il ritrovamento delle persone: chiunque può fornire informazioni utili e incorporare “Person finder” nel proprio sito. Si tratta, comunque, di un progetto ai primi passi. Tanto che Google chiede agli sviluppatori un contributo per migliorare e personalizzare il prodotto. Facebook è già qualche passo avanti: ha lanciato Safety check, Community help e, a giugno, Disaster maps, una funzione che aiuta (grazie all'enorme mole di dati che circolano sul social network) enti e associazioni umanitarie nel gestire i soccorsi in caso di calamità naturali o stati di crisi.

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