Meta, la startup che vuole trasformare l'ufficio in un ologramma

L'ologramma di un orafo Cartier in un'esibizione al Tokyo National Museum, nel 2009 (Getty Images)
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Niente scrivanie e pc: una società americana ha sviluppato un visore per la realtà aumentata in grado di sostituire la consueta postazione di lavoro. Ma questa è solo una delle possibili applicazioni 

Le scrivanie di ogni ufficio del mondo sono cambiate molto negli ultimi vent'anni. Merito di pc e laptop. Anche loro però potrebbero avere gli anni contati. C'è infatti una startup che vuole trasformare le postazioni in ologrammi: sarà tutto contenuto in un visore per la realtà virtuale.

La startup s'ispira a Minority Report

La società si chiama Meta e ha sede a San Francisco. Produce sia l'hardware necessario per visualizzare l'ufficio virtuale (cioè il caschetto che fa da visore) sia il software capace di proiettare le immagini davanti agli occhi di chi lo indossa. Visto da fuori, chi usa l'invenzione di Meta sembra (con buona approssimazione) un pazzo. Perché gesticola e sposta oggetti che, in apparenza, non esistono. In realtà sono visibili grazie a delle proiezioni in 3D: gli schermi galleggiano in aria; i software vengono aperti, chiusi e utilizzati con i movimenti delle dita nel vuoto. Un po' come la celebre scena di Minority Report in cui Tom Cruise governa schermi invisibili. Quello che fino a pochi anni fa sembrava poco più che fantascienza, oggi è una tecnologia disponibile (anche se non ancora consueta): è la realtà aumentata.

Non solo ufficio

Se quello che è di solito fisico e reale, in uno schermo inizia a fluttuare, allora si potrebbero ridisegnare completamente gli ambienti lavorativi (e non solo). Niente pc e scrivanie. Niente mouse e touch screen: non servirà nulla altro se non un casco e le proprie mani. La gamma di applicazioni, però, è potenzialmente illimitata e non si ferma all'ufficio. Le prospettive oscillano tra l'entusiasmante e l'inquietante. Il fondatore di Meta, Meron Gribetz, immagina un futuro nel quale il visore diventerà sempre più snello, fino ad assomigliare a un semplice paio di occhiali. E potrà essere utilizzato per qualsiasi cosa: ci fornirà le informazioni nutritive sul cibo che tocchiamo. Oppure ci farà vedere il profilo social della persona cui stiamo stringendo la mano.

L'attenzione degli investitori

Si tratta di un futuro non ancora vicinissimo. Le applicazioni sul posto di lavoro, però, sono più alla portata. Lo confermano le cifre che alcuni grandi investitori hanno puntato su Meta. Gribetz, 31 anni, ha studiato computer science e neuroscienze. Ha lanciato la startup nel 2012. E ha attirato 50 milioni di euro sborsati (tra gli altri) da big come Lenovo e Tencent (uno dei più grandi gruppi tecnologici cinesi). Entro la fine dell'anno, scrive Bloomberg, Meta si aspetta di vendere almeno 10 mila visori. Costano poco meno di mille dollari.

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