Nuove regole per i trasporti con conducente, Uber chiude in Danimarca

Il servizio di trasporto verrà interrotto rimarrà aperta la divisione di sviluppo software che si trova ad Aarhus, nel nord del Paese (Getty Images)
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Dal 18 aprile la società californiana interromperà il servizio di trasporto con autista nel Paese, perché non sarebbe in grado di conformarsi alle nuove norme, tra cui dotare le auto di tassametro e di sensori di sicurezza

Uber ha annunciato che il prossimo 18 aprile lascerà la Danimarca a causa dell’approvazione di una nuova legge che, tra le altre cose, obbliga tutti i servizi di trasporto di persone con autista (compresi i taxi) ad avere il tassametro e sedili con sensori per rilevare la presenza di passeggeri. Kristian Agerbo, il portavoce danese della società californiana, ha dichiarato che le nuove regole non permettono più a Uber di operare nel Paese e per questo entro la metà del prossimo mese il servizio verrà interrotto. Ma, nonostante la scelta drastica, la società continuerà a collaborare con il governo "nella speranza che vengano aggiornate le normative proposte consentendo ai danesi di godere dei benefici delle tecnologie moderne come Uber". Il servizio, si legge in una nota di Uber, è disponibile nel Paese dal 2014 ed è stato utilizzato da più di 300mila clienti con duemila piloti.

 

La norma – Le nuova legge introduce dei requisiti specifici per gli autisti, a partire dall'obbligo di tassametro e una tariffazione standard che in molti casi sarebbe più alta di quella offerta al momento in Danimarca da Uber. Le auto della società californiana, inoltre, per lavorare dovrebbero inserire nei sedili dei costosi sensori di sorveglianza video, tesi a garantire una maggiore sicurezza. Le norme intervengono su tutto il comparto e, secondo Uber, sono inattuabili per le proprie vetture. La Danimarca non è il primo Paese nel quale Uber incontra ostacoli nella legislazione nazionale. Già in passato, in numerosi stati Europei tra cui l’Italia, è stato vietato Uber pop, il servizio che permetteva a chiunque di lavorare come autista per Uber con la propria macchina e per un numero variabile di ore. La maggior parte di queste condanne sono legate al fatto che i giudici hanno equiparato l’attività operata da Uber a quella di una "società di trasporti" e, in quanto tale, oggetto della normativa che regola il settore.

 

La divisione di sviluppo resta – Dal 18 aprile i danesi non potranno più usufruire di Uber ma la società non lascerà completamente il Paese. L'azienda di Travis Kalanick, infatti, ha annunciato che terrà aperta la propria divisione di sviluppo software che si trova ad Aarhus, nel nord della penisola dello Jutland. Al suo interno continuerà a lavorare un team di 40 ingegneri che avrà l’obiettivo di "sviluppare la tecnologia Uber per gli utenti di tutto il mondo". A tal proposito la società californiana si augura che la Danimarca confermi la sua reputazione di "nazione amica della tecnologia e permetta ai suoi cittadini di beneficiare del lavoro di questa eccellenza di ingegneria locale". 

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