Yahoo, liquidazione d'oro per Mayer: 23 milioni alla ceo uscente

Marissa Mayer durante il Fortune Global Forum, nel 2015 (Getty Images)
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La manager, già dimissionaria, lascerà l'incarico dopo aver ultimato il passaggio di consegne con il suo successore. Ascesa e declino (a soli 42 anni) della prima donna ingegnere di Google 

L'esperienza di Marissa Mayer alla guida di Yahoo, fatte salve le ultime formalità, si può considerare conclusa. Nonostante la fine del rapporto, l'ormai ex manager della società fornitrice di servizi Internet avrà comunque modo di consolarsi. Secondo i dati contenuti in un documento del gruppo inviato alla Sec, infatti, la Mayer dovrebbe percepire una buonauscita da 23 milioni di dollari - 3 milioni in contanti e 20 di quote societarie - cui si aggiungono 25mila dollari in benefit sanitari.

 

Bonus al ribasso – La cifra è corposa, ma sarebbe decisamente inferiore rispetto alle previsioni iniziali. Secondo "Variety", al suo addio Mayer avrebbe dovuto incassare circa 55 milioni di dollari. Senza dimenticare che il ceo, dimissionario da gennaio, si era già vista annullare il bonus 2016 da 2 milioni di dollari, oltre ad aver rinunciato al premio in equity da 12 milioni previsto per il 2017. Colpa della doppia breccia informatica che ha esposto miliardi di account Yahoo e intaccato il valore della compagnia. In seguito alle vicende, infatti, Verizon ha ottenuto uno sconto acquisendo il gruppo per meno 4,5 miliardi di dollari.

 

Ascesa e declino – Marissa Mayer è stato il primo ingegnere donna assunto da Google e uno dei primi 20 dipendenti di Big G. Entra a Mountain View a 24 anni, nel 1999, e contribuisce alla creazione di alcuni dei prodotti di maggior successo del gruppo, tra i quali Gmail e Maps. Nel 2008, a 33 anni, è la più giovane nella lista delle 50 donne più potenti nel mondo del business redatta dalla rivista "Fortune" (in una graduatoria che, al contrario di oggi, non era dominata dai gruppi tecnologici). A 37 anni, nel 2012, Marissa Mayer diventa la nuova ceo di Yahoo. A lei viene affidato il compito di rilanciare il gruppo, anche attraverso manovre di rientro dei costi: nei primi 3 anni della sua gestione, il gruppo taglia 3mila posti di lavoro, pari a circa un quarto dei propri dipendenti. "Il mio compito è rendere Yahoo il miglior posto dove lavorare" perché "il futuro del gruppo è luminoso", affermava Mayer nel primo discorso ufficiale agli azionisti. Ma i risultati tardano ad arrivare. E fanno discutere alcune scelte strategiche. In piena febbre da acquisizioni social, nel 2013 Yahoo spende 1,1 miliardi per Tumblr. Una somma andata praticamente in fumo se si considera che a distanza di pochi anni Verizon, con meno di 4,5 miliardi, acquisterà anche la piattaforma di blogging.

 

Le controversie – La fase più delicata della carriera di Mayer in Yahoo si consuma negli ultimi 2 anni. Prima i licenziamenti, poi le accuse dei suoi manager. Infine gli attacchi informatici. Lo scorso luglio, Scott Ard ha portato la ceo in tribunale perché, durante la sua gestione, avrebbe penalizzato in modo arbitrario le carriere dei dipendenti maschi. L'incidente dell'attacco hacker, rivelato quando ormai non si poteva più nascondere, si è ampliato anche perché Marissa Mayer sarebbe stata a conoscenza della falla da mesi. E avrebbe taciuto per non compromettere la vendita (a prezzo già scontato) a Verizon.

 

Il futuro di Marissa Mayer – Marissa Mayer rimarrà al comando fino a quando non si concluderà la procedura formale di vendita. Yahoo cambierà nome (diventerà Altaba) e sarà una società d'investimento guidata dal già designato Thomas McInerney. Mayer, con tutta probabilità, non resterà nel gruppo. La sua reputazione esce malandata dagli ultimi mesi, ma è una manager che gode ancora di buona considerazione. E, con appena 42 anni, ha molto tempo davanti a sé. Prima del prossimo incarico, però, potrebbe godersi la sua buonuscita e gli oltre 150 milioni di dollari incassati durante la sua carriera in Yahoo.

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