Ibm regina dei brevetti nel 2016: ne ha depositati 22 al giorno

Una delle sedi di Ibm, a Chicago (Getty Images)
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Con 8088 invenzioni, in buona parte concentrate sull'intelligenza artificiale, il gruppo è il più prolifico degli Stati Uniti. Una conferma che dura ormai da un quarto di secolo. Seguono Samsung e Canon

Ibm si conferma la società regina dei brevetti negli Stati Uniti: nel 2016 ne ha depositati 8088, 22 al giorno. Non è una novità: il gruppo è in vetta per il 24esimo anno consecutivo. Tutti gli altri sono lontani. Samsung, in seconda piazza, si ferma a 5581 brevetti. Canon, terza, a 3665. Solo chi è salito sul podio ha superato la soglia dei 3 mila. Tutte le altre societa entrate nella top 10 (nell'ordine, Quadcomm, Google, Intel, Lg, Microsoft, Tsmc e Sony) sono comprese in una fascia che va dai 2897 ai 2181 brevetti. Sono i dati elaborati da Ifi claims patent services e pubblicati da Venturebeat.

 

Spazio all'intelligenza artificiale – Le invenzioni di Ibm spaziano dalla cybersecurity al cloud. Ma con una tendenza chiara: circa 2700 brevetti (più di un terzo del totale) è legato all'intelligenza artificiale. Più di mille, nello specifico, si rivolgono all'area del cognitive computing. E cioè ai software che permettono alle macchine di imparare, elaborare dati e modelli, prendere decisioni e interagire in modo naturale con l'uomo, come quelli visibili nel "dottor Watson" presentato recentemente. L'altro grande trend dei brevetti depositati da Ibm nel 2016 riguarda la sanità. C'è ad esempio un sistema di droni che mappa i microbi negli ospedali. Ma anche nei campi coltivati e durante la lavorazione degli alimenti. Sono poi un migliaio le invenzioni legate al cloud computing, incluse alcune che si rivolgono proprio alla salvaguardai dei dati condivisi o conservati sulla “nuvola”.

 

New York patria dei brevetti – I brevetti, che vengono raccolti negli Stati Uniti su base statale, vedono una forte concentrazione a New York, dove sono state salvaguardate 2700 invenzioni targate Ibm. Seguono la California e il Texas, con più di mille a testa. “Guidare il mondo dell'innovazione per 24 anni – ha commentato su Venturebeat Ginni Rometty, ceo di Ibm – è il risultato dell'impegno enorme in ricerca e sviluppo. Siamo orgogliosi del nostro contributo alla scienza e alla tecnologia che stanno guidando verso una nuova era”. Nell'ultimo quarto di secolo, cioè da quando il gruppo ha conquistato la vetta della classifica, le cifre si sono moltiplicate. Nel 1993 a Ibm erano bastati poco più di mille brevetti per conquistarsi il primato. Un numero che oggi non basterebbe neppure per entrare nei primi dieci.  

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