Le 5 tecnologie che ci cambieranno la vita nei prossimi 5 anni

Un robot dotato di intelligenza artificiale si appresta a leggere un libro a dei bambini in un centro commerciale di Londra (Getty Images)
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Dall'intelligenza artificiale in grado di capire l'insorgenza di malattie da quello che diciamo e scriviamo alla vista da supereroi. Sono alcune delle innovazioni più importanti secondo Ibm  

Intelligenza artificiale, supervista e nanomedicina. Sono alcune delle cinque innovazioni che cambieranno le nostre vite nei prossimi 5 anni secondo Ibm. “Crediamo che gli sviluppi in questi cinque settori – scrive Arvind Krishna, uno dei ricercatori autori del documento – abbiano le potenzialità per modificare il modo in cui le persone lavorano, vivono e interagiscono.

 

Predire (con l'intelligenza artificiale) è meglio che curare – Dire che il futuro appartiene all'intelligenza artificiale è scontato. I ricercatori di Ibm si sono focalizzato allora su una specifica applicazione. Nel giro di un lustro, l'Ai sarà in grado di capire il nostro benessere psicofisico da quello che diciamo e che scriviamo. Modelli predittivi potranno intercettare l'emergere di disordini al loro stato iniziale, per aiutare pazienti e medici a intervenire tempestivamente in caso di malattie mentali e degenerative.

 

Una supervista da supereroi – Le iper-immagini ("hyperimaging") consentiranno di avere quella che Ibm definisce “una vista da supereroi”. Avremo la capacità di “vedere oltre il visibile”. Un'abilità che potrà “far conoscere meglio il mondo che ci circonda”. Sarà possibile vedere attraverso gli oggetti oppure in condizioni ambientali difficili. Non si tratta di una tecnologia da laboratorio. Ibm è convinta che “sarà disponibile nella vita di tutti i giorni”.

 

Microscopio al contrario – Se il microscopio ci fa osservare l'infinitamente piccolo, la “macroscopia” darà all'uomo una visione d'insieme per “comprendere la complessità del nostro pianeta”. Una visione d'insieme che va oltre “quello che catturaimo con gli occhi” per legare le “infinite interconnessioni di un mondo complesso”. Alla basa ci sono i dati, prodotti e rilevati da qualsiasi oggetto. Saranno lo strumento per migliorare la gestione di cibo, acqua ed energia.

 

La medicina diventa "nano" – Ibm prevede “laboratori in un chip”. Serviranno, grazie all'integrazione con l'Internet of things (Internet delle cose), per tracciare le condizioni dei pazienti in modo continuo e non invasivo. E sapranno rilevare particelle minuscole, per accelerare la diagnosi prima della manifestazione di qualsiasi sintomo.

 

Sensori intelligenti - “I sensori intelligenti - scrivono i ricercatori – esamineranno l'inquinamento alla velocità della luce”. Non serviranno solo a confermare le condizioni di suolo e aria, ma (grazie all'intelligenza artificiale) sapranno suggerire le soluzioni migliori per ridurre l'inquinamento.   

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