Il ritiro di Daniel Day-Lewis: addio al cinema

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L'attore britannico, 60 anni, ha riscritto la storia degli Oscar diventando il primo a vincere tre statuette come migliore attore (1990, 2008 e 2013). L'annuncio in un comunicato pubblicato in esclusiva da "Variety"

Daniel Day-Lewis dice addio al cinema. Il colpo di scena dell'attore britannico (ma che ha la doppia cittadinanza irlandese) arriva tramite un comunicato pubblicato martedì 20 giugno dalla rivista specializzata "Variety".

L'annuncio

A dare l'annuncio che – come scrive il magazine – "ha scioccato Hollywood" è stata la portavoce dell'attore, Leslee Dart. Nel comunicato si legge che Day-Lewis "è immensamente riconoscente verso tutti i suoi collaboratori e il pubblico che lo ha seguito in tutti questi anni". Si tratta di "una decisione personale", motivo per il quale né l'attore né i suoi rappresentanti la commenteranno.

I tre Oscar al miglior attore

Attore molto esigente, Daniel Day-Lewis non ha mai amato le luci mondane, preferendo immergersi a fondo nello studio dei suoi personaggi. Una caratteristica che gli ha permesso di essere il primo al mondo a vincere tre Oscar come miglior attore protagonista: il primo nel 1990 per "Il mio piede sinistro", il secondo nel 2008 per la sua interpretazione nel film "Il petroliere" e l'ultimo nel 2012 per "Lincoln".  

La carriera di Daniel Day-Lewis

Figlio del poeta Cecil Day-Lewis, Daniel è nato a Londra il 29 aprile 1957 e ha da poco compiuto 60 anni. Sposato con l'attrice e regista Rebecca Miller (anche lei figlia d'arte, padre è il drammaturgo Arthur Miller), Day-Lewis ha tre figli, di cui uno avuto dall'attrice francese Isabelle Adjani. La sua carriera è iniziata nei primi anni Settanta con il teatro e negli anni Ottanta è proseguita nel mondo del cinema, dove Day-Lewis si è ritagliato ruoli da comprimario come in "My Beautiful Launderette" e "Camera con vista", spiccando fin da subito per le sue doti interpretative. Poi il ruolo di paraplegico che gli ha regalato il primo Oscar, e ancora, negli anni Novanta: "L'ultimo dei Mohicani”, "L'età dell'innocenza" e "Nel nome del padre".

L'esperienza italiana

Dopo "The Boxer", del 1997, Daniel Day-Lewis ha lasciato temporaneamente il cinema e si è trasferito in Italia, a Firenze, per imparare a fare il calzolaio di scarpe per vip. Solo qualche anno più tardi, Leonardo Di Caprio lo convinse a tornare sulle scene in "Gangs of New York", film di Martin Scorsese. Poco dopo è arrivato il secondo Oscar, e nel 2009 l'interpretazione nella commedia musicale “Nine”, omaggio a Federico Fellini. Il suo ultimo film, diretto da Paul Thomas Anderson sul mondo della moda nella Londra anni Cinquanta, uscirà a fine dicembre negli Stati Uniti.  

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