Gli effetti dell'Lsd aiutano a capire come funziona il cervello

I ricercatori dell'università di Zurigo hanno condotto un esperimento su 22 studenti universitari sani a cui è stato chiesto di assumere delle piccole dosi di Lsd (Getty Images)
1' di lettura

Un team di ricerca dell'università di Zurigo ha scoperto che le sostanze psicotrope agiscono sugli stessi ricettori cerebrali che ci permettono di attribuire significato a determinate esperienze. Gli sviluppi di questa scoperta potrebbero essere utili per il trattamento delle malattie psichiatriche

Sostanze allucinogene come Lsd agiscono sui medesimi ricettori del nostro cervello di quelli attivati dalle melodie delle canzoni che reputiamo emozionanti. È il risultato di una ricerca condotta da un team di scienziati dell’università di Zurigo, in Svizzera, e pubblicata sulla rivista scientifica Current Biology. Nello specifico i ricercatori hanno scoperto che queste sostanze psicotrope agiscono sui ricettori dell'ormone dell'umore (la serotonina): sono questi i principali responsabili dell'attribuzione di significato alle esperienze che viviamo. Ragione per la quale la scoperta potrebbe aiutare a mettere a punto nuove cure per il trattamento di malattie psichiatriche o fobie. "Grazie a questa ricerca – spiega Katrin Preller, coordinatrice dello studio – sappiamo quali sono i neurotrasmettitori e quali le regioni del cervello coinvolte quando percepiamo il nostro ambiente come significativo: di conseguenza, possiamo sviluppare un modo per attenuare i comportamenti patologici".

 

Come funziona l'Lsd – Studi precedenti, spiegano i ricercatori, hanno dimostrato che l'Lsd è in grado di alterare l'attribuzione di significato che un soggetto dà all'ambiente che lo circonda, riuscendo addirittura ad influenzare la percezione nello spazio che si ha di se stessi. Prima di questa ricerca, però, non era ben chiaro quali fossero le sostanze neurochimiche in grado di scatenare queste reazioni e quali fossero le parti del cervello interessate.

 

Con l'aiuto della musica – Per rispondere a questi quesiti i ricercatori hanno condotto un esperimento su 22 studenti universitari sani. Ai volontari è stato chiesto di scegliere una lista di canzoni a cui erano affezionati e che per loro avevano un significato e in seguito sono stati suddivisi in tre gruppi. Al primo è stata somministrata una piccola dose di Lsd, al secondo un placebo e al terzo una dose della sostanza stupefacente con l'aggiunta di un medicinale chiamato ketanserina, che è in grado di limitare gli effetti dell'Lsd sui recettori dell'ormone dell'umore. Dopo aver assunto le dosi i ricercatori hanno fatto ascoltare ai volontari alcuni dei brani che loro avevano indicato, delle canzoni simili e dei brani jazz, che quasi nessuno degli studenti aveva indicato tra le tracce "significative". Proprio quest’ultime hanno suscitato "emozioni consistenti" solo in coloro che avevano assunto la dose contenente esclusivamente Lsd. I ricercatori, inoltre, hanno notato che i volontari che avevano assunto la ketanserina non hanno evidenziato effetti psichedelici su stato di coscienza, umore e ansia, effetti che di solito provoca l'assunzione di Lsd.

 

Nuovi spunti per la ricerca – Secondo Katrin Preller, aver identificato i recettori dell'ormone dell'umore - e quindi la serotonina - come i principali artefici nell'attribuzione di significato potrebbe rivelarsi decisivo per sviluppare  nuovi farmaci per il trattamento di patologie psichiatriche come ad esempio la schizofrenia. 

Leggi tutto