Scoperto sensore cellulare che interviene sul colesterolo in eccesso

L'eccesso di colesterolo può avere conseguenze pericolose anche a livello cellulare (foto: archivio Getty Images)
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La possibilità di tenere a bada il livello di questa sostanza potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche nei disturbi che colpiscono il metabolismo

All'interno delle cellule si troverebbe un sensore che agisce sul colesterolo tenendo a bada la concentrazione di questa sostanza. A rivelarlo è un nuovo studio di un gruppo di scienziati della Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston, pubblicato sulla rivista "Cell". Questo sensore potrebbe ora divenire un punto di riferimento terapeutico per tutti i disturbi del metabolismo che portano a un aumento del colesterolo, il cui eccesso può avere ripercussioni anche a livello cellulare.

Studio a livello cellulare

Per decenni la ricerca si è concentrata sul fatto che livelli alti di colesterolo nel sangue potessero provocare malattie cardiovascolari e altri problemi di salute significativi. Minore attenzione, invece, è stata posta sulle conseguenze, comunque importanti, a livello cellulare. "La cellula - ha detto Gökhan S. Hotamisligil, uno degli autori dello studio - deve difendersi da qualsiasi aumento di colesterolo e non può tollerare livelli troppo alti o troppo bassi”. Per studiare i meccanismi che regolano il colesterolo da questo punto di vista, i ricercatori si sono concentrati su un’area della cellula nota come reticolo endoplasmatico (Er), che è circondata da una membrana a basso contenuto di questa sostanza. Si tratta di una zona particolarmente delicata, dove anche un piccolo aumento di colesterolo potrebbe avere un impatto significativo, rendendo la membrana fragile.

La chiave in una molecola

Per evitare che carenze o eccessi possano danneggiare o conferire tossicità alle cellule e, di conseguenza, intaccare gli organi, i livelli di colesterolo dovrebbero restare sempre entro un equilibrio piuttosto delicato. Fino a questo studio, erano noti solo i sensori adibiti a gestire la carenza di colesterolo, i quali agiscono rapidamente promuovendo la formazione di questa sostanza fino a che le condizioni di equilibrio non vengono ripristinate. I ricercatori di Harvard hanno invece scoperto, analizzando il reticolo endoplasmatico, che esisterebbe anche un sensore che monitora l’eccesso di colesterolo cellulare. Si tratta di una molecola che si chiama "Nrf1", la quale si legherebbe al colesterolo eccedente favorendone la degradazione. Il gruppo di ricerca, che ha effettuato degli esperimenti in laboratorio sui topi, ha rilevato infatti che quando questa molecola non funziona nei roditori, il loro fegato si allarga a dismisura riempiendosi di questa specifica sostanza.  

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