Oncologi: alzare il prezzo delle sigarette per prevenire i tumori

Smettendo di fumare, nel giro di 5 anni, si riduce del 50% il rischio di tumore del cavo orale, dell'esofago e della vescica (Getty Images)
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Secondo l’Aiom "più di 100mila casi di cancro ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta", che causa l'85-90% delle neoplasie del polmone. Per prevenirle è necessario un Fondo Nazionale, da finanziare proprio con l’aumento del costo dei pacchetti

"L'aumento del prezzo delle sigarette rappresenta una battaglia di civiltà ed è una strada già percorsa con successo da altri Paesi come l'Australia, la Norvegia e l'Irlanda" per prevenire l’insorgere dei tumori. Ne è convinto Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che ritorna sulla proposta dello scorso anno del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di aumentare di un centesimo il prezzo di ogni sigaretta. Con questa misura, secondo l’esperto, si potrebbero recuperare "più di 700 milioni di euro ogni anno".

Ogni anno 100mila tumori dovuti alle sigarette

"Secondo l'American Cancer Society – ricorda Pinto - il consumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa il 30% di tutte le morti, e in Italia questa stima corrisponde a più di 180mila decessi annui evitabili, dovuti a tumori, malattie cardiovascolari e dell'apparato respiratorio". Nello specifico, per lo specialista, "più di 100mila casi di cancro ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta", che causa l'85-90% dei tumori del polmone e il 25-30% di quelli del pancreas. Un rischio che, smettendo di fumare, si ridurrebbe del 50% nel giro di cinque anni per quanto riguarda le neoplasie del cavo orale, dell'esofago e della vescica mentre bisogna attendere un decennio per veder scendere le possibilità di subire una diagnosi di cancro del polmone. Questa tipologia di tumore, comunque, secondo numerosi studi citati dal presidente nazionale dell’Aiom, aumenta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori.

Accise per finanziare un Fondo nazionale

Secondo l’Aiom si tratta di dati molto allarmanti che spingono l’Associazione a richiedere un intervento forte da parte delle istituzioni. "La nostra società scientifica - spiega Pinto - più di un anno fa sostenne una campagna per l'istituzione di un Fondo Nazionale per l'Oncologia, da finanziare con le accise sul tabacco, per colpire uno dei principali fattori di rischio oncologico e garantire l'accesso ai farmaci innovativi per tutti i pazienti". In quell’occasione il governo ha istituito per la prima volta un Fondo di 500 milioni di euro da destinare alle nuove terapie anticancro. Un investimento che l’Aiom spera sia reiterato anche per il 2018, prevedendo "un adeguato Fondo Nazionale per i farmaci innovativi in Oncologia". Nel caso non vengano individuate risorse aggiuntive, l'Aiom auspica che i finanziamenti arrivino proprio dall'aumento del prezzo delle sigarette.

Proposta sempre valida

Interrogata sulla questione, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è mostrata ancora una volta favorevole alla tassa sul fumo. "Era una proposta che abbiamo fatto lo scorso anno, per avere risorse per le terapie contro il cancro, ma che rimane valida sempre". 

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